Nel servizio de Le Iene andato in onda il 19 novembre 2017, Nadia Toffa ha ancora una volta presentato un caso italiano relativo all'Inquinamento ambientale: la Iena Toffa si è recata nella valle del Sacco, precisamente tra le province di Roma e Frosinone, per andare in fondo all'avvelenamento dei campi e degli animai in quella zona.

La valle del Sacco avvelenata dal beta esaclorocicloesano

Negli anni Sessanta questa valle che, un tempo, era così fertile è stata la sede di moltissime fabbriche, la maggior parte delle quali produceva pesticidi.

Non essendoci ancora una normativa che regolasse lo smaltimento dei rifiuti tossici, gran parte dei fusti tossici usati da queste aziende è stata sotterrata in grandi buche nella valle del Sacco. Nel corso di questi anni quei fusti hanno avvelenato la terra e di conseguenza le falde acquifere che alimentano il fiume Sacco; e perciò quelle acque che servivano per irrigare i campi e che davano da bere agli animali da pascolo, come pecore e mucche, hanno contaminato anche loro. Tutta la frutta, la verdura, il latte, i formaggi e la carne prodotta in questa valle dei veleni è estremamente pericolosa per la salute umana: lo confermano i medici per l'ambiente della Valle del Sacco i quali hanno constatato nel corso di questi anni un sostanzioso aumento di casi di tumore. La maggior parte dei casi di tumore della zona sono quelli ai polmoni, alla pleura, alla vescica, alla prostata e alle mammelle, ma a questi, purtroppo, devono aggiungersi anche tanti casi di tumore al cervello che hanno colpito soprattutto giovani tra i 0 e 14 anni.

La situazione è davvero drammatica, ma il ministro Lorenzin ha più volte negato la presenza di una crisi ambientale nella zona: infatti, fino a qualche tempo fa, la Valle del Sacco non era nemmeno inserita tra i siti di interesse nazionale, ovvero quelle zone che sono estremamente pericolose per la salute dell'uomo, come per esempio la terra dei fuochi o la zona di Taranto distrutta dai fumi dell'Ilva.

Le analisi sulle mozzarelle

Nonostante le zone interdette al pascolo, molti pastori continuano a portare le loro mucche o pecore in queste zone contaminate, mettendo a rischio la vita di noi Italiani.

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Nadia Toffa ha, perciò, fatto analizzare alcune mozzarelle del posto e, con enorme sorpresa, questi formaggi e latticini non risultano contaminati: si tratta solo di un piccolo campione che sicuramente non serve a tranquillizzare i consumatori. Quello che conta, adesso, è che il ministro Lorenzin inizi ad aprire gli occhi sul caso e a fare tutti gli accertamenti necessari per evitare altre morti.

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