Lo avevano trovato morto carbonizzato pochi giorni fa, legato al letto nella sua casa di Piombino, data anch'essa data alle fiamme. Si è consumata così, l'atroce vendetta di un italiano, con un passato caratterizzato dalla dipendenza da eroina, ai danni di un tunisino, Hamdi Fathel, per il furto di un cellulare dal valore di poche centinaia di euro. L'uomo, che di mestiere faceva la guardia giurata, ha confessato l'omicidio poche ore fa, dopo un lungo interrogatorio da parte del Pubblico Ministero Fiorenza Marrara.

La confessione

La guardia giurata ha raccontato di aver sparato con la sua arma d'ordinanza due proiettili al petto del tunisino, e un terzo alla testa.

Quest'ultimo sembra aver addirittura trapassato il cranio della vittima poichè il killer, dopo lo sparo, lo ha raccolto per farlo sparire. Una versione che collima perfettamente con la ricostruzione degli investigatori e con la tac effettuata sulla salma della vittima. Inoltre il killer avrebbe sistemato due monete sulle palpebre della vittima al fine di depistare le indagini. Sembra che Longo infatti, abbia confermato anche quest'ultima circostanza. L'assassino però, non ha saputo spiegare il motivo dell'aver legato al letto la vittima. Si pensa anche in questo caso per manomettere la scena del delitto.

L'italiano, una volta conclusa l'esecuzione, ha raccontato di essersi immediatamente messo alla ricerca del suo telefono cellulare, precedentemente sottratto dal Fathel, e che starebbe all'origine dell'azione delittuosa.

Solo una volta ritrovato il telefonino, dopo una lunga ricerca, Longo avrebbe pensato di incendiare la vittima e la sua abitazione, per poter cancellare ogni minima traccia che potesse far risalire a lui.

La vicenda

La notte dell'omicidio Longo si era recato a casa del tunisino con l'intento di recuperare il telefono. Aveva portato con sé la sua arma d'ordinanza, una Beretta con montato un silenziatore artigianale, poichè pare fosse a conoscenza che la vittima disponesse di un coltello.

I due tuttavia si conoscevano da tempo, e quando Longo è sopraggiunto nell'abitazione di Fathel è scoppiato un feroce litigio, proprio per via del denaro del valore del telefonino, al centro della disputa fra i due. Poi, quando la guardia giurata si trovava in un centro estetico di Venturina, ha avuto luogo il blitz da parte di Carabinieri e Polizia, che nel frattempo erano riusciti a risalire a Longo.