Una serie mortifera di proiettili sparati contro la sua auto, in pieno centro a Rio de Janeiro, hanno posto fine alla giovane vita di Marielle Franco. Dopo l'agguato, decine di migliaia di cittadini brasiliani si sono riversati nelle strade di Rio per chiedere che venga fatta giustizia. La tragica notizia si è diffusa rapidamente in tutta America, giungendo poco dopo in Europa e nel resto del mondo. Da parte dei governi nazioni, è arrivata la condanna unanime per il vile gesto compiuto contro una delle donne più amate dalla popolazione del Brasile.

Adesso, per non deludere il suo popolo, il presidente Michel Temer è chiamato a rispondere con forza e decisione a quanto appena accaduto.

La consigliera degli ultimi

Per le nuove generazioni, Marielle Franco, consigliera del partito socialista, rappresentava semplicemente la speranza per una vita migliore. Speranze, oggi, giunte al capolinea, all'interno di un'auto dove si contano soltanto bossoli e due corpi senza vita: quello di Marielle e del suo autista. Soltanto il caso ha voluto che l'altra donna presente nell'abitacolo al momento dell'agguato, Fernanda Chaves (anche lei consigliera del PSOL, Partido Socialismo e Libertade) rimanesse miracolosamente illesa.

Marielle Franco nasce 38 anni nella favela di Marè, a Rio, da cui non ha mai voluto trasferirsi. Fino a pochi giorni prima che fosse giustiziata in pieno centro, Marielle aveva accusato duramente la polizia di Rio de Janeiro, colpevole, secondo la consigliera del partito socialista, di efferate violenze contro i residenti delle favelas. La sua voce era ascoltata da sempre più persone e forse è proprio questo il motivo per cui qualcuno ha voluto farla tacere per sempre.

Le accuse pesanti contro la Polizia Militare di Rio

Soltanto due giorni prima che la sua auto fosse crivellata di colpi, Marielle Franco aveva denunciato i soprusi compiuti dalla Polizia Militare di Rio, accusata di terrorizzare e - allo stesso tempo - stuprare i residenti della favela di Acari. Non è, però, soltanto questo episodio a gettare numerose ombre su quella che appare ora dopo ora una vera e propria esecuzione.

Da circa due settimane, la Franco era entrata a far parte della Commissione che sta esaminando il decreto sicurezza, voluto fortemente dal presidente Temer ma che, a conti fatti, si sta rivelando del tutto fallimentare. Un ulteriore tassello, questo, che potrebbe tornare utile alle indagini. Nel frattempo, a Rio de Janeiro e in tutto il Brasile, proseguono le manifestazioni in solidarietà della donna barbaramente uccisa.

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