Desta preoccupazione la notizia [VIDEO]dell'allerta sanitaria in Austria - precisamente a Salisburbo - dovuta al rischio contagio di tularemia. La malattia batterica, estremamente infettiva, è stata riscontrata su sette animali e su due cacciatori nel distretto di Tennengau, allarmando gli enti sanitari e la comunità locale. Il contagio dei due uomini, avvenuto lo scorso marzo, sarebbe dovuto ad un animale infetto che i due ignari cacciatori avrebbero improvvidamente ed inconsapevolmente esaminato. La tularemia è estremamente contagiosa per l'uomo: nel 2017, nella sola Svizzera, ben 130 persone sono state infettate. Negli Stati Uniti il coniglio è stato indicato come la fonte di germi più contagiosa per l'essere umano, ragion per cui le autorità austriache stanno mettendo in campo tutte le misure preventive del caso.

Allertate le associazioni venatorie

Le associazioni venatorie locali sono state allertate ed invitate ad informare i propri associati sui rischi e gli accorgimenti da adottare al fine di circoscrivere il fenomeno. Viene raccomandato di evitare esposizioni al batterio, così come viene suggerito l’uso di un adeguato abbigliamento atto ad evitare punture di zecche o zanzare che potenzialmente possono trasmettere la malattia. Viene raccomandato anche l'utilizzo di un'adeguata protezione qualora ci si trovasse ha contatto con animali morti o malati, potenzialmente infetti. Viene suggerito di vigilare attentamente sui cani impiegati nell'attività venatoria e non dal momento che, qualora un cane toccasse la carcassa di un animale infetto, potrebbe successivamente trasmettere i batteri all'uomo (bastano pochi agenti patogeni per essere infettati).

Vengono infine invitati i cacciatori a cooperare, per quanto possibile, consegnando o segnalando le carcasse degli animali agli Istituti zooprofilattici locali per i dovuti accertamenti sanitari. Sulla vicenda è intervento anche Giovanni D'Agata - Presidente dello Sportello dei Diritti - che ha rimarcato l'importanza dell'invito fatto dalle autorità austriache, ai cacciatori ed agli escursionisti, di prestare la massima accortezza e di segnalare eventuali resti di lepri o conigli potenzialmente infetti.

Cosa è la tularemia

La tularemia, detta anche febbre dei conigli, è una patologia zoonosi batterica [VIDEO], trasmessa all'uomo da roditori e lagomorfi (conigli e lepri). Si tratta di un'infezione acuta dell’epidermide e dei linfonodi, dovuta al batterio Francisella tularensis, che si trasmette con punture di parassiti o insetti (zecche, zanzare, ecc.), ingestione di acqua o alimenti contaminati o per inalazione. Si tratta di una malattia batterica estremamente infettiva per l'uomo che può essere addirittura letale, se non trattata con i relativi antibiotici. La terapia prevede l'uso della streptomicina, gentamicina, doxiciclina o cloramfenicolo, in alcuni casi può rendersi necessario l'asportazione chirurgica dei linfonodi colpiti.