Un virus simile all'Hiv si sta propagando in alcune zone dell'Australia, generando apprensione nella comunità medico-scientifica. L'Htlv-1 (abbreviazione di Virus T-della leucemia dell'uomo di tipo 1) avrebbe colpito duramente alcune aree del territorio australiano, con un'ampia percentuale della popolazione adulta (40% circa) che sarebbe stata infettata dal virus. Questo, esattamente come l'Hiv, colpisce il sistema immunitario e può comportare gravi conseguenze.

Nonostante la sua acclarata pericolosità per la Salute, non figura ancora nella lista dell'OMS tra le malattie sessualmente trasmissibili.

Il virus Htlv-1 è simile al più noto Hiv

Entrambi si diffondono per via ematica, attraverso rapporti sessuali non protetti, con trasfusioni o con l'allattamento. Si abbattono sul sistema immunitario, anche se l'Htlv-1 presenta una minore facilità di trasmissione. Proprio per questo motivo, probabilmente questo virus sino ad oggi è stato ignorato dalla ricerca.

Tenendo conto delle analogie con l'Hiv, da più parti si chiede che vengano messe in campo le strategie impiegate nella lotta all'Aids come i test, ritenuti imprescindibili nell'individuazione delle persone contagiate, poiché molte di esse, seppur infette, non presentano sintomi.

La maggior parte degli individui infettati dall'Htlv-1, infatti, risultano asintomatiche ma, allo stesso tempo, possono essere contagiose.

Dopo l'infezione, il virus non sparisce mai completamente ma rimane nell'organismo in forma latente, e solo una piccola percentuale dei soggetti infetti sviluppa una delle patologie correlate.

Sull'argomento è intervenuto criticamente anche il dottor Robert Gallo, che è stato il primo, nel lontano 1979, ad individuare il virus.

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Il medico ha sottolineato come, al momento, se si esclude qualche isolata ricerca giapponese, non vi sia un grande interesse da parte del mondo scientifico verso l'Htlv-1.

Stanziato dal governo australiano un fondo per la lotta al virus

Di recente, il governo australiano guidato da Malcolm Turnbull, per promuovere la lotta al virus ha stanziato un fondo di 6 milioni di dollari, istituendo una vera e propria task-force che vede cooperare comunità aborigene, fornitori dei servizi sanitari, ricercatori e principali enti di ricerca.

La comunità aborigena - tra le più colpite dal fenomeno - ha accolto positivamente l'impegno del governo, ma continua a lamentare che ancora non esiste una vera strategia preventiva contro il virus.

L'Htlv-1 può arrecare gravi conseguenze come la leucemia delle cellule T, o la cosiddetta paraparesi spastica tropicale, malattia simile alla sclerosi multipla. Inoltre il virus viene anche associato a tutta una serie di patologie debilitanti come bronchiettasia, mielopatia e miopatia.

Il Dna dell'Htlv-1 è stato rilevato in una mummia risalente a 1.500 anni fa, rinvenuta nelle Ande.

Pertanto lo si definisce un virus antico, la cui diffusione è stata riscontrata prevalentemente in Australia, Giappone, Africa Sud-Sahariana, Isole Caraibiche, America Centrale e Meridionale, mentre è bassa negli Usa e in Europa.

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