Una truffa ai danni dell'azienda di trasporti. I carabinieri della compagnia di Rimini hanno aperto un'indagine a carico di tredici dipendenti della ditta di autobus privati Start Romagna per truffa. L'inchiesta giunta quasi al termine, è stata coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Paola Bonetti.

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Gli indagati sono stati accusati di essersi fatti pagare dalla società per la quale prestavano servizio, delle indennità straordinarie previste nelle occasioni in cui salivano a bordo degli invalidi con la sedia a rotelle.

Quelle strane anomalie nei rendiconti

La segnalazione del reato ai carabinieri, era giunta qualche settimana fa proprio dalla ditta di bus a noleggio Start Romagna, situata nella città emiliana di Rimini. L'azienda infatti si era accorta, analizzando i rendiconti periodici che esisteva una strana anomalia tra gli autisti, che conseguivano le indennità relative all'uso delle pedane per far salire a bordo i disabili.

Autisti truffavano l'azienda facendosi pagare false indennità.
Autisti truffavano l'azienda facendosi pagare false indennità.

Alcuni di quelli che azionavano le pedane e che erano tenuti come da prassi a compilare sempre un modulo a parte quando che ciò accadeva, per ottenere una gratifica ulteriore di 5 euro ogni volta, avevano presentato un resoconto alla ditta che non sembrava affatto reale. L' amministrazione della società appunto era solita considerare l'azionamento della pedana a mano per i portatori di handicap, una prestazione straordinaria e quindi retribuiva maggiormente i dipendenti, che durante l'orario di lavoro accompagnavano molti passeggeri svantaggiati.

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Ma tredici di questi autisti sforavano in larga misura la media giornaliera rispetto agli altri, cioè pareva che in effetti avessero un numero sproporzionato di passeggeri in carrozzella che usufruivano dei loro mezzi. Inoltre, controllando le varie fasce orarie, il conteggio delle somme non tornava. Così il consorzio di pullman, aveva avuto parecchie perplessità sulla vicenda, ipotizzando che qualche dipendente avesse effettuato false certificazioni per avere più denaro.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini dei carabinieri sull'ipotesi di truffa è iniziata quasi subito, grazie ad una denuncia effettuata dai dirigenti della compagnia di automezzi, stanchi di continui furti, presso la locale stazione di Rimini. I militari dell'arma hanno cominciato a controllare la posizione degli autisti che erano stati più notati per le parecchie indennità che avevano presentato. In particolare hanno iniziato a visionare le immagini delle telecamere istallate nei vari mezzi della ditta, notando che erano presenti delle discrepanze con quello che avevano dichiarato i conducenti.

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Infine, gli inquirenti hanno accertato che molti dei disabili che dovevano essere saliti nelle ore e nei giorni segnalati da tredici dipendenti, in realtà non c'erano mai stati, per cui hanno iscritto nel registro degli indagati i sospettati. Il magistrato designato ha già predisposto la chiusura delle indagini a carico dei tredici trasgressori e nelle prossime ore è previsto che verrà notificato loro l'avviso di garanzia.

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