Da paladina della lotta femminista contro le Molestie sessuali, a molestatrice. Da vittima a predatrice. Gran brutto rovescio di immagine per asia argento, una delle principali accusatrici del produttore cinematografico Harvey Weinstein per averla stuprata nel 1997 quando aveva 21 anni. A mettere nei guai l'attrice è un'articolo pubblicato ieri dal New York Times.

Il quotidiano statunitense rivela che l'attrice lo scorso ottobre, proprio mentre era diventata la principale attivista e icona del movimento #MeToo per le sue pesanti denunce contro il magnate dell'industria cinematografica americana, ha pattuito il pagamento di un risarcimento [VIDEO]di 380mila dollari per aver abusato sessualmente dell'attore americano Jimmy Bennett quando era minorenne per evitare che gli facesse causa.

L'aggressione sessuale in un hotel californiano

La clamorosa rivelazione arriva dal New York Times venuto in possesso di documenti che testimoniano dell'accordo raggiunto lo scorso aprile tra gli avvocati dell'attrice e regista italiana e quelli di Jimmy Bennett, attore e musicista americano. Sono stati inviati al giornale da una 'fonte anonima' tramite email criptata, ma altre tre fonti ne hanno attestato l'autenticità.

Mentre infuriava la battaglia del movimento #MeToo contro il produttore americano Harvey Weinstein, l'attrice doveva vedersela con l'accusa di violenza sessuale mossa da Jimmy Bennett, ex attore bambino che ha avuto anche una discreta carriera, dall'esordio con Eddie Murphy nel 2003, ai film con Harrison Ford e Bruce Willis.

I fatti risalirebbero a cinque anni fa quando Bennett, aveva 17 anni, oggi ne ha 22, e l'Argento ne aveva 37, oggi ne ha 42.

Secondo i legali di Bennett, l'attore fu aggredito sessualmente in una camera di albergo a Marina del Rey, in California, il 9 maggio 2013 dove Asia lo convocò per rivedersi. Circa dieci anni prima, nel 2004, quando lui aveva 7 anni, avevano lavorato insieme nel film 'Ingannevole è il cuore più di ogni cosa', in cui l'Argento interpreta la madre problematica, prostituta e dipendente dalla droga del bambino che viene violentato. Da quel momento avevano mantenuto una relazione che Bennett in quelle carte arrivate al NyTimes definisce tra madre e figlio.

Secondo le carte, in albergo Bennett giunse accompagnato da un parente per problemi alla vista, ma l'attrice pregò il familiare di lasciarli soli. Quindi gli diede da bere alcolici, lo spogliò, gli praticò sesso orale per poi avere rapporti sessuali completi. Poi gli chiese di scattare alcune foto. In seguito lui ha dichiarato di sentirsi "estremamente confuso, mortificato e disgustato".

L'evento avrebbe compromesso la salute mentale e la carriera del ragazzo.

Tra i documenti visionati dal giornale americano, un selfie della coppia a letto, datato 9 maggio 2013.

Asia Argento, un caso di doppia morale

L'attrice e regista è stata tra le prime donne del mondo del cinema ad accusare pubblicamente il produttore Harvey Weinstein di violenza sessuale. Il suo fidanzato e star tv culinaria Anthony Bourdain morto suicida lo scorso giugno, si era unito alla sua lotta.

Ma per il giovane attore secondo quanto riporta il NYTimes vedere l'attrice italiana presentarsi come vittima di violenza sessuale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, oltre a far riaffiorare il trauma. Bennett si è mosso con una richiesta iniziale di risarcimento di 3,5 milioni di dollari di danni: l'accordo raggiunto tra legali [VIDEO]è di 380 mila dollari.

In base all'accordo, le foto scattate nell'hotel sono diventate di proprietà dell'attrice. Bennett non potrà intentare una causa o chiedere altri soldi. Ma non ci sono vincoli di segretezza, vietati dalla legge californiana. New York Times ha provato molte volte ad interpellare Asia Argento o i suoi avvocati ma senza riuscirci, mentre Bennett non ha voluto rilasciare interviste.

L'attrice lo scorso 18 maggio ha tenuto un discorso infervorato contro Weinstein e le molestie sessuali nel cinema, nel corso della premiazione del Festival di Cannes. Un mese prima, ad aprile, aveva pagato a Bennett i primi 200mila dollari di risarcimento.