Tensione altissima nel Donbass, la regione del sud-est dell'Ucraina, in stato di guerra ormai dal 2014. Il capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk (una delle due entità filorusse, assieme a Lugansk, ad essersi dichiarate unilateralmente indipendenti da Kiev nel 2014) è rimasto ucciso in un'esplosione mentre si trovava all'interno del Separatist, un locale in pieno centro cittadino e di proprietà del responsabile della sua guardia del corpo.

Nell'incidente, subito definito 'attentato' dall'amministrazione cittadina, che ha confermato la morte di Alexander Zacharchenko, è rimasto ferito anche il responsabile delle finanze della repubblica separatista, Alexander Timofeyev, sulle cui precise condizioni di salute non vi sono notizie.

Le accuse di Mosca e la risposta di Kiev

A preoccupare non sono soltanto le accuse e minacce delle autorità dell'autoproclamata repubblica di Donetsk (Denis Pushilin, presidente del Consiglio del Popolo, ha parlato apertamente di una 'aggressione da parte dell'Ucraina' e promesso vendetta), ma anche il fatto che Mosca si schieri apertamente ed ufficialmente con i separatisti: la portavoce del ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha infatti dichiarato che 'c'è ogni ragione di credere' che dietro l'attentato ci sia quello che definisce 'il regime di Kiev'.

Sempre secondo Zakharova, Kiev non sta rispettando gli accordi di Minsk (il cui scopo era mettere fine al conflitto interno nel Donbass e avviare un dialogo sul futuro status delle Repubbliche autonome) ma invece agisce con metodi terroristici. Da parte loro, i servizi di sicurezza dell'Ucraina negano qualsiasi responsabilità e ritengono piuttosto che sullo sfondo dell'attentato vi siano gli scontri in atto tra le nuove oligarchie locali del Donbass, per la gestione dei loro 'affari opachi'.

Donbass: i timori per il futuro

La morte di Zacharchenko, che era a capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk dal novembre 2014 ed era già sopravvissuto ad altri tentativi di uccisione, rende ancor più fosche le previsioni per il futuro della regione del Donbass, una preoccupante area di conflitto in Europa. Già Vladimir Putin e Angela Merkel, in occasione del loro incontro in Agosto, avevano constatato il completo stallo della situazione e il fatto che gli accordi di pace di Minsk non stiano portando da nessuna parte.

Ora allo scenario si aggiunge questo episodio, che potrebbe provocare un'escalation negli scontri armati, mentre si avvicinano le elezioni presidenziali ucraine del prossimo anno, in occasione delle quali è probabile che l'attuale leader Poroshenko insisterà sull'adesione di Kiev alla Nato, un tema fortemente provocatorio per i separatisti filorussi.

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