Svolta nella brutta vicenda accaduta la notte di Ferragosto a Trappeto, in provincia di Palermo, sulla spiaggia di Ciammarita. I carabinieri hanno arrestato sette persone, accusate di aver aggredito un gruppo di migranti, cinque dei quali minorenni. I giovani sono stati percossi ed insultati con frasi razziste [VIDEO], si erano dati alla fuga ma erano stati inseguiti e l'automezzo che li stava riportando nel centro di accoglienza di Partinico era stato addirittura speronato. Per tutti gli arrestati, il reato contestato è lesioni aggravate dall'odio razziale.

I nomi degli arrestati

Quattro, tra le persone arrestate, sono finite in carcere.

Si tratta di Antonino Rossello, 40 anni; Emanuele Spitaleri, 37 anni; Roberto e Salvatore Vitale, rispettivamente di 33 e 49 anni. Posti in detenzione domiciliare, invece, il 71enne Giacomo Vitale e due donne, la 62enne Rosa Inverga e la 28enne Valentina Mattina. Tutti gli indagati sono originari di Partinico, tranne Giacomo Vitale che è di Alcamo, provincia di Trapani.

I fatti contestati

Sei i giovani aggrediti, tutti originari del Gambia. La notte tra il 14 ed il 15 agosto scorso i ragazzi erano seduti su un muretto del lido di Ciammarita e stavano aspettando l'educatrice che li avrebbe rincodotti presso la comunità 'Mediterraneo' dove erano ospitati. Sarebbero stati aggrediti e picchiati [VIDEO] con mazze di ferro e bastoni di legno e l'azione violenta non si sarebbe fermata nemmeno dopo l'arrivo dell'educatrice.

"Negri di m. dovete morire tutti, vi ammazziamo. Falli scendere che li porti in comunità tutti morti", avrebbero urlato a quest'ultima che cercava di far salire i migranti sul furgoncino a disposizione del centro. Uno degli aggressori avrebbe anche puntato una pistola contro i giovani gambiani. Le stesse vittime hanno presentato denuncia e, insieme alla loro accompagnatrice, hanno raccontato quanto accaduto ai carabinieri spiegando anche di essere stati inseguiti fino al centro abitato di Partinico, dove sono stati costretti a scendere dal veicolo che li avrebbe riportati in comunità e nuovamente picchiati con calci, pugni, bastoni e pietre. A seguito della feroce aggressione subita, tanto i giovani cittadini stranieri quanto l'educatrice del centro 'Mediterraneo' sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili tra i quattro ed i venti giorni.