A Sezze, in provincia di Latina, lo scorso giovedì notte un 30enne nigeriano è stato denunciato per essere stato sorpreso a fotografare con il suo cellulare una giovane minorenne che si trovava in casa propria: a scoprire il nigeriano è stata la mamma ad accorgersi dell'uomo, che si trovava in casa loro per fotografare la ragazza a distanza, del tutto ignara dell'accaduto. Sul posto sono arrivati repentini i militari di Latina che hanno fermato il nigeriano [VIDEO] e l'hanno invitato a seguirli in caserma. Stando alle informazioni riportate dalla stampa locale, pare che il nigeriano fosse un richiedente asilo politico attualmente ospitato in un struttura di Roccagorga, un comune italiano di 4.587 abitanti della provincia di Latina.

L'accusa vero il 30enne nigeriano

L'accusa formulata nei riguardi del nigeriano è stata quella di violazione di domicilio ed interferenza nella vita privata. Una volta portato in caserma e dopo essere stato sottoposto alle classiche domande di rito, le forze dell'ordine hanno comunicato che il 30enne altro non è che una persona con diversi problemi psichici. Tale affermazione deriva anche dal fatto che sullo smartphone dell'uomo la polizia ha trovato altre fotografie alquanto dubbie. Il cellulare in oggetto è stato sequestrato e verrà analizzato nel dettaglio nelle prossime ore da chi di competenza.

Il nigeriano non aveva mai dato problemi alla comunità che lo ospitava

La stampa locale ha comunicato come la struttura che sino ad oggi lo ha ospitato in Italia avrebbe già avviato le pratiche per far rimpatriare il nigeriano.

C'è da precisare però che l'uomo, alla cooperativa che gestisce i richiedenti asilo in zona, non ha mai dato problemi di alcun genere ed è stato considerato una persona assolutamente non pericolosa, seppur con evidenti problemi mentali. [VIDEO] E' rientrato cosi l'allarme a Latina poiché si pensava che il nigeriano fosse una sorta di maniaco sessuale che aveva come abitudine quella di stalkerare giovani donne, con tanto di foto al seguito, per poi tentare un approccio fisico.

Il richiedente asilo invece altro non è che una persona affetta da una serie di problemi mentali che ha dunque bisogno di adeguate cure, che riceverà probabilmente nel proprio paese d'origine. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la richiesta di rimpatrio sarà stata accettata o meno. Nessuna notizia invece sulla ragazza che pare non aver avuto alcuna ripercussione psicologica dopo l'accaduto.