Gli inquirenti erano convinti che si trattasse di un furto su commissione da parte di qualche ricco collezionista, effettuato da criminali esperti. Nella notte tra il 12 ed il 13 maggio era scomparsa nel nulla una preziosa Alfa Romeo 6C 2500 Sport Cabriolet del 1942. L’auto era custodita nel parcheggio adiacente all’Hotel Noce di Brescia, in attesa di partecipare alla Mille Miglia, la celebre competizione per auto d’epoca. Avrebbe dovuto guidarla il tedesco Jeroen Branderhorst, iscritto alla gara con il numero 115. Dopo mesi di indagini, condotte dalla Polizia di Stato, si è arrivati ad un’inattesa conclusione: a rubare la vettura non era stata una tipica banda di ladri, ma un’intera famiglia di nomadi, compresa addirittura una bimba di sette anni.

Una famiglia intera impegnata nelle attività criminali

Si è arrivati a scoprire i responsabili dopo l’analisi delle immagini delle telecamere di sicurezza, poste nei dintorni della zona del furto, e l’utilizzo di una serie di intercettazioni telefoniche. Così sono stati arrestati marito e moglie, due pregiudicati di 48 e 39 anni. In più il figlio della coppia, di 19 anni, è stato sottoposto ad obbligo di dimora.

Della banda faceva parte anche la più piccola della famiglia, una bambina di sette anni, spesso utilizzata come palo per i furti: il Tribunale dei Minorenni ha stabilito che la giovane sia tolta ai genitori ed affidata ad una comunità. Lo scorso maggio i quattro sarebbero riusciti nell’impresa di impossessarsi dell’Alfa Romeo, stimata in circa un milione di dollari, semplicemente utilizzando un furgone a cui sarebbe stato agganciato il carrello che custodiva la vettura.

I ladri catturati grazie alle immagini delle videocamere

Ma i ladri, forse un po’ inesperti, non avevano considerato l’elevato numero di telecamere presenti in zona e agli ingressi dell’autostrada che hanno registrato tutti i loro movimenti sospetti la notte del furto. Le immagini mostrano, verso l’una di notte, prima un furgone Ducato, poi una Citroen C4 ed infine un uomo a piedi con una bambina compiere diversi sopralluoghi nei dintorni del punto in cui si trovava la vettura.

Una mezz’ora dopo si vede lo stesso furgone, che ormai ha agganciato il carrello a rimorchio, mentre l’utilitaria controlla la scena da lontano, come a volersi assicurare che non ci siano testimoni, e poi riparte. A registrare la fuga dei responsabili sono state anche le videocamere presenti al casello dell’uscita autostradale Brescia Ovest.

Per risalire ai responsabili sono state utilizzate anche le intercettazioni telefoniche, visto che alcune utenze sospette risultavano essere sempre nelle vicinanze dei luoghi in cui accadevano furti d’auto o di altri oggetti, come valige e cellulari.

Così si è giunti alla famiglia di criminali: adesso si sta tentando di recuperare l’Alfa Romeo, per restituirla ai legittimi proprietari che sperano di poterla guidare nella prossima edizione della Mille Miglia.

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