La vicenda del piccolo Julen, il bimbo che ha tenuto tutti in apprensione per quasi due settimane, si è conclusa tragicamente. Julen, di soli 2 anni, era caduto in un pozzo a Totalan, una località vicino a Malaga, il 13 gennaio: dopo giorni di tentativi di recupero da parte dei soccorritori, nella notte è stato ritrovato il suo corpo. Il pozzo che ha "ingoiato" Julen si trova nel cuore dell'Andalusia ed è largo solo 25 centimetri, mentre la sua profondità raggiunge i 100 metri.

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Il bimbo vi è precipitato mentre correva: il terreno in cui si trova il pozzo appartiene agli zii del bambino: la famiglia del piccolo vi si era recata in gita.

Oltre dieci giorni senz'acqua e cibo

Date la larghezza minima del pozzo i soccorritori sono stati impossibilitati a raggiungere il bimbo e a fornirgli acqua e cibo. Nelle ultime ore avevano tentato qualsiasi cosa pur di salvarlo e tutta l'Europa, oltre alla Spagna, era col fiato sospeso.

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Cronaca Nera

Le ultime ore hanno visto accelerare gli scavi per la costruzione della galleria che avrebbe aperto un varco per il passaggio dei soccorritori. Una volta arrivati, questi ultimi hanno trovato il corpicino di Julen. Per la sua famiglia è la seconda tragedia: nel 2017 era morto anche un altro figlio, di soli tre anni, per un attacco cardiaco.

Le operazioni di salvataggio

Sul luogo del fatto si erano radunati i soccorsi: tutti i servizi di emergenza, tra cui i militari della Guardia Civil, al comando del colonnello Esteban, hanno iniziato una lotta contro il tempo per salvare Julen.

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Purtroppo la larghezza del pozzo era così ridotta che non c'è stata neppure la possibilità di far scendere cibo ed acqua. È stato utilizzato anche un robot sonda che ha individuato alcuni capelli appartenenti al bimbo. Julen era rimasto incastrato a a diversi metri di profondità e l'unica soluzione era di scavare un tunnel che corresse parallelamente al pozzo. I cento soccorritori hanno scavato un secondo pozzo in cui è stata calata una capsula metallica, identica a quella che nel 2010 permise il salvataggio di minatori cileni, per permettere di costruire una galleria orizzontale in modo da avvicinarsi al luogo dove si trovava Julen.

L'intervento però si è rivelato più difficile e lungo del previsto, complici anche le avverse condizioni meteo e la tipologia di terreno. Anche la costruzione della galleria verticale è stata difficoltosa e le ventiquattro ore preventivate per la realizzazione sono diventate più di 36.

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