Dall'America alla Cina, passando per la Russia, in molte occasioni si è parlato di riportare l'uomo sulla Luna, magari anche per costruire basi stabili. Adesso anche l'Europa entra ufficialmente in questa nuova corsa allo spazio. Sono stati avviati, infatti, alcuni esperimenti a Lanzarote per capire in quali situazioni si verrebbero a trovare gli astronauti spediti sul nostro satellite.
Uomini europei sulla Luna
Da molti anni si vocifera a livello internazionale di missioni per riportare l'uomo sulla Luna, ma per la prima volta simili progetti coinvolgono direttamente l'Europa.
L'Esa (Agenzia spaziale europea) sarebbe infatti interessata ad allestire nuove missioni sul nostro satellite.
Il progetto non si limita alle parole, poiché è già cominciata la preparazione degli astronauti ad eventuali future passeggiate lunari. In Spagna, tra i panorami rocciosi e vulcanici di Lanzarote (luogo che in effetti ricorda molto gli scenari lunari) è stata avviata una prima fase di sperimentazione. Con tanto di tute, casco e attrezzature, alcuni astronauti stanno portando avanti delle simulazioni per verificare l'efficacia di strumentazioni ed equipaggiamenti. Nel frattempo, nei laboratori ESA si stanno studiando gli effetti della gravità inferiore lunare sul corpo umano.
Esercizi e attrezzature per future missioni lunari
Secondo l'ingegnere Tobias Weber, saltellare sulla Luna potrebbe portare gli astronauti a un esercizio fisico paragonabile a quello del correre sulla Terra. Se tutto ciò venisse dimostrato, per coloro che andranno sul nostro satellite sarebbe possibile tenersi in esercizio costante nonostante la debole gravità.
Infatti occorre ricordare che, a causa della gravità bassa, durante le missioni spaziali le persone tendono a perdere rapidamente tono muscolare e tenuta ossea, dal momento che il corpo non è soggetto alla continua "pressione" della forza fondamentale terrestre. Sulla Stazione Spaziale Internazionale questo problema è stato aggirato con un equipaggiamento da allenamento: una vera e propria "palestra".
Nel caso della Luna, per risparmiare materiale, si stanno invece cercando delle soluzioni "dirette", come appunto esercizi studiati direttamente per il terreno lunare.
Per ridurre le strumentazioni, nel corso dei test a Lanzarote è stato anche provato un tablet di nuova generazione (Electronic Field Book) che, da solo, è in grado di svolgere le funzioni deputate in passato a numerose apparecchiature. Ad esempio può geolocalizzare l'astronauta continuamente, catalogare i campioni raccolti, ordinare e gestire le informazioni di telecamere e microscopi, consentendo al contempo la connessione vocale con la base sulla Terra. Questi risultati sono stati raggiunti anche grazie ad un software studiato da Leonardo Turchi, ingegnere italiano consulente dell'Esa.