Una donna di 40 anni originaria di Bagheria, avrebbe abilmente spiato alcune potenziali vittime di furti, per dare modo alla sua banda di ladri capitanata da un 30enne del posto di effettuare i furti all'interno degli appartamenti. In totale, la banda criminale, secondo quanto rinvenuto dalle indagini, con questo metodo ha messo in atto 16 furti all'interno di diversi appartamenti.

Il piano strategico della banda criminale

Filippa Scavo, mediante il suo profilo Facebook, teneva sotto controllo alcune vittime e mettendosi in contatto con il suo collaboratore e compagno Gianni Barone, inviava una banda di aguzzini di effettuare diversi furti all'interno degli appartamenti di alcune potenziali vittime.

La donna, osservava i profili social delle vittime e acquisiva tutte le informazioni possibili e necessarie al compimento del "colpo perfetto". Ogni occasione che le vittime inconsciamente pubblicavano su Facebook, come la partecipazione a eventi, compleanni matrimoni o simili, permetteva alla donna di comunicare al suo compagno e complice, dove e quando effettuare la rapina.

I 16 colpi sono risultati alla banda quasi tutti perfetti: solo in un singolo caso, un vicino di casa che aveva visto arrivare i ladri equipaggiati di scala pronti ad entrare in azione aveva allertato i carabinieri.

In tutta risposta, i giovani, secondo quanto dichiarato dallo stesso, avevano iniziato a colpire mediante l’uso di una mazza da baseball la finestra dell’uomo per poi darsi alla fuga.

Barone in carcere, ai domiciliari i complici

I carabinieri, al termine delle indagini, grazie agli indizi dettagliati raccolti, hanno scoperto che la banda aveva effettuato un totale di 16 furti usando i “consigli” dettati dalla Scavo.

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Cronaca Nera

I carabinieri di Palermo, in seguito alla vicenda hanno notificato 8 misure cautelari e gli 8 elementi sono stati accusati di furto aggravato, furto in abitazione, minaccia aggravata, danneggiamento e lesioni personali aggravate. I furti, sono stati effettuati tutti sia nel territorio di Bagheria che nei comuni limitrofi, nel periodo tra luglio e dicembre 2017.

Gianni Barone è stato condotto dai carabinieri in carcere mentre, agli arresti domiciliari oltre a Filippa Scavo sono finiti: Giuseppe D'Amore 26enne; Francesco D'Amico 22enne; Cristian Galioto di anni 20; Vincenzo Samuele Morana di anni 21.

Per Christian Casalnuovo, 20 anni e Vincenzo Marco Galioto, 22 anni, è stato disposto sia l’obbligo di dimora che l’obbligo di presentazione alla Pg.

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