Una terribile vicenda quella accaduta qualche tempo fa a Napoli, caratterizzata ancora una volta dalle violenze sessuali e gli abusi nei confronti di minori. Un fisioterapista napoletano, infatti, è stato arrestato lo scorso agosto ed è stato accusato di aver abusato di alcune bambine autistiche che aveva preso in cura. Secondo quanto si apprende dal quotidiano Il Mattino, il cinquantaquattrenne era stato incastrato dalle videocamere di sorveglianza che erano state nascoste dalla polizia nel centro di riabilitazione nel quale lavorava, dopo alcuni sospetti.

Adesso, nella giornata di lunedì 11 marzo è stato avviato il processo e il pm di Napoli, Maria Cristina Ribera, ha chiesto per il fisioterapista dodici anni di reclusione. La prossima udienza si terrà giovedì 21 marzo.

Violenze sessuali a Napoli su bambine autistiche: rischia dodici anni di reclusione

Secondo quanto si apprende dal quotidiano in questione, le vittime degli abusi sessuali sarebbero tre, tutte minorenni. Dopo la denuncia di una delle madri, che si era accorta dell'insofferenza della sua bambina alle terapie, è scattata la trappola nei confronti del fisioterapista che è stato subito arrestato. Nel corso delle indagini effettuate dalle forze dell'ordine, gli agenti avevano scoperto dei comportamenti che non lasciavano spazio ad alcun tipo di dubbio, anche nei confronti di altre pazienti minorenni.

Come se non bastasse già questo tipo di comportamento, l'uomo pare scattasse anche delle fotografie alle minorenni. Con l'installazione delle telecamere, poi, i dubbi si sono trasformati in realtà tramite le immagini registrate che hanno accertato i fatti. A seguito del processo, ha parlato anche l'avvocato Sergio Pisani, che difende una delle bambine vittime delle violenze, dicendo che questo episodio rappresenta un segnale d'allarme da non sottovalutare e che ci sarebbe la necessità di creare delle figure professionali apposite col compito di controllare il lavoro degli operatori.

Le parole dell'avvocato difensore di una delle vittime

L'avvocato di parte civile ha continuato spiegando che suo figlio cammina ancora proprio grazie al lavoro che è stato svolto all'interno dello stesso centro in cui si sono consumate le violenze, assicurando che quello del fisioterapista cinquantaquattrenne è soltanto un caso isolato. Il giudice dell'udienza preliminare, comunque, ha fissato il prossimo appuntamento per il 21 marzo in cui potrebbero esserci importanti novità sulla condanna per l'uomo.