Una situazione davvero complessa, con esiti difficili da prevedere. C’è stata sicuramente una relazione tra la 35enne di Prato e quel ragazzino, oggi 15enne, che passava delle ore con lei, per le ripetizioni di inglese: un rapporto intimo, durato quasi due anni, da cui sarebbe nato un bambino.

Infatti l’esame del Dna che la donna ha permesso di effettuare venerdì scorso, lasciando confrontare il codice genetico del figlio di cinque mesi con quello dell’adolescente, ha chiarito una volta per tutte che è lui il padre del neonato, e non il marito della signora, sposata e con un altro figlio di sette anni.

Ora ll donba dovrà rispondere del reato di abusi per i suoi rapporti con un minorenne: prima che fossero resi noti i risultati, si è presentata con i suoi avvocati dai magistrati che indagano sul caso, per rilasciare delle dichiarazioni spontanee sulla vicenda.

Un’assurda passione, nata durante le ripetizioni di inglese

Come hanno dichiarato i due legali della donna, Mattia Alfano e Massimo Nistri, il colloquio si è trasformato in un interrogatorio, che però si è svolto in un clima sereno. La 35enne era stata denunciata circa due settimane fa dai genitori del ragazzo, insospettiti per l’atteggiamento del figlio e per alcune chat compromettenti ritrovate sul suo cellulare, con messaggi di amore e gelosia da parte dell’amica di famiglia.

I due si frequentavano dalla primavera del 2017, quando la signora, che di mestiere assiste alcuni anziani a domicilio a Prato, aveva accettato di aiutare l’allora 13enne a migliorare il suo inglese: ma con il passare del tempo le lezioni erano diventate la scusa per dei veri e propri incontri sessuali.

Il Tribunale dei minori deciderà sul destino del neonato

Ora la procura sentirà altri testimoni – come alcune amiche a cui la donna avrebbe confidato il suo rapporto con il 15enne – per chiarire meglio la situazione.

Nella denuncia i genitori dell’adolescente accusano anche il marito della signora, che ha riconosciuto la paternità del neonato, perché sarebbe stato al corrente della vicenda: gli inquirenti dovranno valutare anche la sua posizione.

Sembra che fosse stato informato dalla moglie della relazione impossibile con quel ragazzo e, suo malgrado, avesse accettato la situazione, tanto da presentarsi al Palazzo di Giustizia insieme alla consorte.

Adesso ci si chiede cosa potrà accadere al piccolo appena nato: la famiglia del giovane potrebbe decidere di far partire un’azione legale e chiedere che venga tolto alla madre; ma la decisione sulla sorte del bimbo spetta comunque d’ufficio al Tribunale dei minori.

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