Il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva che dal 2021 impone agli Stati membri di vietare l'uso di alcuni prodotti monouso come i bastoncini dei palloncini, i piatti e le posate di plastica, i cotton fioc e le cannucce.

La direttiva è stata approvata con 560 voti a favore, 28 astenuti e 35 contrari, segnando un grande passo verso la lotta contro l'inquinamento. I cittadini europei sono, infatti, sempre più preoccupati dall'impatto che questo materiale sta provocando sull'ambiente e di conseguenza anche sugli animali e sulla nostra salute.

In particolare, secondo questa nuova direttiva, gli Stati membri dovranno ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative del 25% entro il 2025. Inoltre entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica dovranno essere riciclabili.

La plastica è il principale fattore di inquinamento della flora e della fauna

Ci troviamo davanti a un problema che causa il deterioramento dell'Ambiente.

La plastica infatti, secondo una nuova ricerca, contribuisce ai cambiamenti climatici ed in particolar modo al riscaldamento globale; il deterioramento di questo materiale, infatti, rilascia nell'aria diversi gas serra tra cui il metano, considerato tra le principali cause dei mutamenti del clima. Inoltre i mari sono letteralmente sommersi da tali rifiuti e ne è un esempio lampante un'intera zona dell'Oceano Pacifico, distesa per quasi 15 km², interamente ricoperta da plastica di ogni forma e dimensione.

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Ambiente

Basti pensare che su circa 26 milioni di rifiuti plastici prodotti durante l'arco di un anno dalla Comunità Europea, finisce in mare tra le 150 mila e le 500 mila tonnellate.

Gli animali sono le vere vittime di questo disastro

In un mondo sempre più inquinato dalla plastica, chi ne fa le spese è chiaramente chi in quell'ambiente deve vivere e sopravvivere: parliamo, purtroppo, di animali come gli uccelli (i gabbiani del mare del nord hanno una media di 30 pezzi di plastica nello stomaco), i rettili, gli invertebrati ma soprattutto i mammiferi marini.

Nell'intero globo, infatti, 700 specie marine sono minacciate da tale materiale e tutte le tartarughe marine del Mediterraneo ne presentano dei frammenti nello stomaco; sono state rinvenute delle microplastiche persino nelle cozze e nelle ostriche. Per le rare specie che non scambiano il cibo per plastica, essa risulta essere ad ogni modo di intralcio per la loro sopravvivenza, intrappolandoli in delle sorta di "reti" o "catene" che ne impediscono la normale motilità e quindi anche la ricerca dei mezzi di sostentamento.

Per fortuna possiamo ancora salvare il nostro pianeta, iniziando ad essere più puliti e responsabili (non abbandonando o gettando i rifiuti dove ci capita) ed evitando il consumo ossessivo degli oggetti di plastica. Chissà che questa direttiva europea non possa davvero essere utile in tal senso.

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