Il morbo della mucca pazza è uno spauracchio che, soprattutto le generazioni meno giovani, ricorderanno per aver seminato il panino sul finire degli anni '90 e nei primi anni 2000. Secondo quelle che sarebbero le prime notizie, sarebbe tornato a colpire, uccidendo una donna lo scorso 5 maggio. La vittima è una cinquantanovenne che, ricoverata a Forlì, potrebbe essere stata vittima di un possibile errore di valutazione dei medici.

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Pare, infatti, che i sanitari abbiano scambiato il suo problema con una polmonite e sulla base di quello che potrebbe essere un errore di valutazione umana ben quaranta medici sono finiti nel registro degli indagati per omicidio colposo. I sanitari sono tutti operanti presso i reparti di Malattie infettive e Neurologia.

L'agente infettivo è il prione

La causa agente del morbo della mucca pazza è un così detto prione.

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Non si tratta perciò nè di un virus, nè di un batterio. I suoi effetti sono devastanti perchè causano la così detta encefalopatia spongifome bovina. Si tratta della conseguenza diretta degli effetti di questo prione che, nell'arco di tre mesi, è in grado di uccidere un essere umano. La sua azione degenerativa si espleta attraverso l'induzione delle proteine sane a cambiare la loro conformazione, causando un effetto domino che determina l'uccisione dei neuroni e la creazione di veri e prorpi buchi all'interno del tessuto nervoso.

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Cronaca Nera Salute

In Italia è stato stimato che si siano verificati, in totale, 144 casi. Altre zone d'Europa, qualche anno fa, come la Gran Bretagna hanno dovuto fare i conti con numeri ben più gravi.

La donna è stata sballottata tra vari reparti

Il morbo della mucca pazza è anche definito di Creutzfeldt-Jakob e deve questo nome al fatto che, un tempo, rappresentava una patologia peculiare per i bovini. Si caratterizza, di fatto, per non avere cura, ma per fortuna risulta molto raro considerato che colpisce solo una persona su un milione.

Particolarmente subdoli risultano i sintomi che lo caratterizzano quando inizia ad esercitare i propri effetti. La donna del caso di Forlì si è recata in ospedale con febbre alta e un generale malessere. La ricerca delle cause l'ha portata ad un vero e proprio pellegrinaggio tra i vari reparti, ma un repentino peggioramento ha reso impossibile la missione dei medici di salvarla considerati che non sono arrivati alla diagnosi.

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Per eventuale responsabilità sarà necessario attendere gli esiti dell'esame autoptico e, successivamente, l'indagine che coinvolgerà, come detto, quaranta sanitari operanti nel nosocomio interessato dal caso di "mucca pazza". La figlia della donna ha chiesto giustizia attraverso l'ausilio del proprio avvocato.

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