Sono quasi una ventina in totale le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, ed eseguite questa mattina dai Carabinieri dei comandi provinciali di Verona e Bari, con l'ausilio del Nucleo elicotteri di Bolzano e dello stesso capoluogo di provincia pugliese. Secondo quanto riporta la stampa locale e nazionale, è stata sgominata una "cellula" mafiosa riconducibile al clan pugliese dei Di Cosola, il quale sarebbe stato molto attivo nel traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana.

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Il sodalizio ritenuto di stampo mafioso si sarebbe così riorganizzato proprio in Veneto, qui, attraverso un affiliato da tempo residente al settentrione, avrebbe messo in piedi l'attività illecita.

Attività concentrata su Verona

Secondo quanto riporta la testata giornalistica locale online Bari Today, tale gruppo criminale avrebbe operato specialmente nel capoluogo di provincia veneto, Verona appunto.

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Sono in totale 19 le misure cautelari eseguite, dieci delle quali nel capoluogo scaligero e altre nove tra le province di Bari e Barletta (Bat). Le accuse mosse nei confronti degli indagati sono gravissime, gli stessi infatti dovranno rispondere di associazione di tipo mafioso e finalizzata al traffico di droga. Il sodalizio sgominato si sarebbe reso protagonista anche di episodi estorsivi a danno di alcuni imprenditori: proprio a seguito di una denuncia presentata da un artigiano nel 2016 presero avvio le indagini che sono culminate nel maxi-blitz odierno posto in essere dalle Forze dell'Ordine, a cui hanno partecipato numerosissimi agenti.

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Cronaca Nera

In mattinata presso la Procura di Venezia si è svolta una conferenza stampa che ha illustrato tutti i particolari dell'inchiesta. Nella stessa i militari hanno chiarito come avveniva il traffico degli stupefacenti: il modus operandi prevedeva che la droga arrivasse al Nord tramite dei pacchi di ricambi per automobili, i quali erano inviati attraverso i corrieri espressi. Sarebbero stati anche documentati casi in cui lo stupefacente viaggiava con corrieri che si spostavano sui bus di linea. Si è calcolato che in una settimana potevano essere trasportati da uno a due chili di marijuana, e circa un centinaio di grammi di cocaina.

Puglia al centro di intensi traffici di stupefacenti

Da sempre testa di ponte verso l'Oriente, e soprattutto verso i Balcani, la Puglia si presta facilmente ad essere crocevia di questi traffici illegali. Diverse volte anche questa testata ha riportato episodi di cronaca legati allo spaccio di stupefacenti, in particolare relativi all'area del Salento, ovvero la zona compresa tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

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Spesso gli stupefacenti arrivano a bordo di imbarcazioni, come motoscafi o gommoni, dotati di potenti motori fuoribordo. Da qui poi raggiungono le zone della movida pugliese, oppure, come in questo caso, altre zone della penisola italiana.

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