Con un'azione a sorpresa nella notte la comandante della Sea Watch 3 ha forzato il blocco navale ed è entrata nel porto commerciale di Lampedusa dove è poi stata fermata dal comandante della tenenza locale delle Fiamme Gialle, luogotenente Antonino Gianno, con l'aiuto di altri 4 finanzieri. Per la Rackete è subito scattata la flagranza di reato per violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro una nave da guerra militare.

Solo per quest'accusa rischia dai 3 ai 10 anni di carcere. Scesi a terra tutti i migranti.

La Sea Watch 3, subito dopo lo sbarco, è stata presa in consegna dalle autorità italiane e fatta allontanare dal porto.

Poco dopo le ore 8.00 di questa mattina Carola Rackete è stata vista uscire dal comando della Guardia di Finanza accompagnata da alcuni uomini delle Fiamme Gialle. Entro 48 ore dovrà essere svolto l'interrogatorio innanzi al gip alla presenza del legale difensore e poi il gip avrà altre 48 ore di tempo per convalidare il provvedimento.

L'attracco

All'una di notte il tweet della Ong aveva già pre-annunciato l'attracco della Sea Watch a Lampedusa. "Stiamo arrivando", si è letto, "Dopo 60 ore di stallo muoviamo la nave verso Lampedusa."

Durante l'attracco, Carola Rackete, oltre ad aver forzato l'ennesimo blocco, consapevole di quello a cui sarebbe andata in contro, ha speronato una motovedetta della Guardia di Finanza intenta a bloccare l'arrivo della nave.

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Politica

La comandante, ora, oltre all'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, all'accusa di non aver rispettato l'Alt di una nave militare, rischia anche quella di tentato naufragio.

I 40 migranti, che sono tutti scesi dalla Sea Watch alle 5 del mattino, ora si trovano in un centro di prima accoglienza. Sono scesi dalla nave battente bandiera olandese anche i 5 deputati che giorni fa erano saliti a bordo. Avevano detto: "Noi non ci allontaneremo, non scenderemo fino a quando la situazione sarà sbloccata".

Rackete riceve applausi ma anche insulti subito dopo l'attracco

L'attracco della Sea Watch a Lampedusa è avvenuto tra applausi, urla ed insulti. I lampedusani hanno espresso e manifestato la propria rabbia nei confronti dell'equipaggio della nave e della capitana per non aver rispettato le leggi italiane e gli ordini delle autorità. È nato poi un accesso battibecco tra l'ex vicesindaco dell'isola, Angela Maraventano e l'ex sindaco di centrosinistra Giusi Nicolini: la prima, infatti, avrebbe desiderato l'immediato arresto di tutti i migranti.

Nel frattempo, quando la Rackete, in stato d'arresto, è salita in auto, solo volati per lei altri pesanti insulti dagli abitanti dell'isola.

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