Swami Codognola, figlia 17enne dell'ex portiere del Chievo Paolo Codognola, è morta per meningite. La giovane si trovava in vacanza sull'isola di Naxos (isola greca delle Cicladi, nell'Egeo meridionale) con la mamma. Venerdì ha iniziato ad accusare dolori e febbre alta. A Verona, dove la ragazza viveva, intanto è scattata la profilassi tra gli amici che l'avevano frequentata prima della partenza.

Il dramma

Swami Codognola, studentessa iscritta al Liceo Classico "Scipione Maffei" di Verona, si trovava a Naxos con la mamma, Michela Zanolli, il suo nuovo compagno Luca e la figlia piccola di quest'ultimo.

Erano partiti dal capoluogo veneto lo scorso giovedì notte e, all'alba, avevano raggiunto l'sola; poco dopo però, la giovane aveva iniziato a sentirsi poco bene. In un primo momento, si era pensato ad un banale malessere, ad un colpo di sole o a una reazione particolarmente violenta a una puntura di insetto, ma con il passare delle ore la situazione è andata precipitando: le contrazioni muscolari e i dolori si sono fatti più intensi e la febbre è salita. Dopo il trasferimento al piccolo pronto soccorso dell'isola, sul corpo di Swami (nome di origine indiana che significa amore) è comparsa anche una vistosa eruzione cutanea che ha messo in allarme il personale medico sanitario.

La 17enne è stata così trasferita d'urgenza in un ospedale meglio attrezzato.

Purtroppo, però, come ha ricordato papà Paolo, ci sono stati ritardi: l’eliambulanza che avrebbe dovuto trasportare Swami ad Atene ha, infatti, avuto un guasto ed è dovuta atterrare sull'isola di Paros. Da lì, poi, la ragazza, ormai gravissima, è stata trasferita con un aereo militare nell'ospedale della Capitale. Qui, le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate ed è entrata in coma. Nelle scorse ore si è avuta la conferma che ad uccidere Swami non è stato uno choc anafilattico, ma una meningite batterica fulminante.

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Cronaca Nera

Prima di partire, la ragazza era stata ad una festa in piscina a Zevio. Gli amici che erano con lei, per precauzione, saranno sottoposti a profilassi.

Il dolore del papà

Swami viveva a San Giovanni Lupatoto (Comune poco distante da Verona), 'dividendosi' tra mamma Michela e papà Paolo, portiere del Chievo fino al 2005. L'uomo, tra le lacrime, ha raccontato di non essere neppure riuscito a salutare la figlia. Quando l'ex moglie lo ha chiamato per comunicargli che Swami stava male ed era stata ricoverata, aveva subito preso un volo per Atene.

Al suo arrivo in Grecia, però, la ragazza era già in coma.

La morte improvvisa di Swami ha sconvolto l'intera comunità del veronese. Il liceo frequentato dalla ragazza, con un messaggio sul sito ufficiale della scuola, ha voluto esprimere vicinanza ai genitori della studentessa. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal mondo dello sport.

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