Con la bella stagione si torna a parlare del ragno violino, uno tra gli esemplari più pericolosi di aracnidi presenti nel nostro territorio, che da qualche anno, viste le condizioni ambientali e climatiche favorevoli, sembra essersi ulteriormente diffuso. Infatti a Collecchio, in provincia di Parma, si è registrato un nuovo caso che ha fatto temere il peggio: una giovane di 28 anni è stata morsa mentre era in giardino a prendere il sole. Come ha riportato la Gazzetta di Parma, inizialmente la ragazza non si era accorta di nulla, ma tornata in casa ha notato un forte arrossamento nella zona della puntura ed ha iniziato ad avere la febbre alta.

Le cure al pronto soccorso

Così la 28enne è finita al pronto soccorso, dopo circa 12 ore dalla puntura. I medici hanno asportato dalla ferita il veleno del ragno violino, per poi rimarginarla con due punti di sutura. Inoltre dopo due giorni la giovane si è dovuta sottoporre ad un altro piccolo intervento per un’ulteriore pulizia della lesione. Non ci sono state altre complicazioni per la ragazza, a differenza di quanto accadde due anni fa ad un 45enne sardo che, morso da un esemplare della stessa specie, era morto dopo tre mesi di agonia. Il ragno violino è diffuso in tutta Italia: si tratta di un aracnide di piccole dimensioni, tanto che può raggiungere al massimo i cinque centimetri, considerando anche le zampe.

Normalmente abbastanza schivo, può attaccare con una puntura inizialmente indolore, che porta le vittime ad accorgersi di quanto accaduto solo quando il processo infiammatorio è ormai in atto.

I consigli del Centro antiveleni del Policlinico di Roma

''Il Messaggero'' si è rivolto agli esperti del Centro antiveleni del Policlinico di Roma per avere qualche notizia in più sul ragno violino.

Il professor Maurizio Paolo Soave ha rassicurato sul fatto che si tratta di un esemplare poco aggressivo, il cui morso diventa mortale solamente in casi particolari: nel mostro Paese si sono verificati solo due decessi recentemente, nel 2015 e nel 2017, favoriti dall'esistenza da tempo di gravi patologie nelle due vittime. Quindi le persone sane non dovrebbero mai essere in pericolo di vita.

In presenza di un morso, quasi sempre i sintomi si limitano ad un arrossamento, con prurito ed irritazione, per cui non è nemmeno necessario recarsi al pronto soccorso. Basta consultare un centro antiveleni, descrivendo i sintomi, i segni presenti e le circostanze in cui si pensa di essere stati attaccati. In casi particolari si verifica una lesione della cute, di tipo emorragico e necrotico, che non è molto diversa da quelle provocate da altri ragni, da animali marini o da api e vespe. Non esistono farmaci specifici: in presenza di ferite più serie si possono usare antibiotici o cortisonici, naturalmente sotto prescrizione del medico. Raramente, come accaduto alla ragazza di Collecchio, è necessaria la pulizia della ferita in ambulatorio.