Amanda Knox continua a far parlare di sé. L'ex studentessa americana - processata ed assolta per l’omicidio di Meredith Kercher - ed il fidanzato Christopher hanno inviato una lunga lettera all'Ansa per mettere a tacere le polemiche sollevate negli ultimi giorni e smentire quelle che, a loro dire, sono delle falsità. La coppia ha precisato che durante il viaggio in Italia ha dovuto spendere più di 10mila dollari per la “sicurezza”. Inoltre la raccolta fondi avviata online per il loro matrimonio, in realtà, era rivolta solo a parenti ed amici.
La lettera all'Ansa
Lo scorso giugno Amanda Knox è tornata in Italia, accompagnata dal fidanzato Christopher Robinson. La giovane, protagonista di uno dei casi di cronaca nera più efferati e controversi della recente storia italiana, era, infatti, tra gli ospiti del Festival della Giustizia Penale organizzato a Modena dal 13 al 15 giugno. Da allora, la stampa internazionale è tornata a dedicare ampio spazio a Foxy Knoxy.
Poco dopo il suo rientro in Italia, infatti, sono iniziate a circolare voci su una raccolta fondi lanciata proprio dalla giovane per organizzare il suo matrimonio (che, secondo il settimanale Oggi, sarebbe tra l'altro, già stato celebrato mesi fa). La notizia ha suscitato clamore e scalpore anche perché, Amanda, grazie ai proventi del suo libro "Waiting to be heard" ed ai programmi che conduce su Broadly e Sundance Tv, è riuscita, una volta assolta dall'omicidio di Meredith Kercher, a rifarsi non solo una vita, ma anche un patrimonio.
Knox e compagno, stanchi di veder demolita la propria reputazione dai media, nei giorni scorsi, hanno deciso di rispondere alle accuse inviando una missiva all'Ansa per chiarire alcune "falsità" circolate relativamente al viaggio in Italia e alla conseguente richiesta di un aiuto economico per sostenere le spese per il matrimonio. Prima, però, Amanda, ha voluto sottolineare che quanto accaduto è solo l'ultimo esempio di un deliberato travisamento dei fatti che è costretta a subire da quando, suo malgrado, è stata spinta sotto i riflettori nel 2007.
Le spese per la sicurezza
Amanda Knox, nella sua lettera, ha spiegato di essere stata invitata al Festival della Giustizia Penale dall'Italy Innocence Project e proprio l'organizzazione no profit fondata dal professor Luca Luparia (docente di procedura penale all'Università Roma Tre) le ha pagato buona parte delle spese di viaggio.
Inoltre, l'ente, ha messo a disposizione sua e del fidanzato Christopher un professionista della sicurezza che li ha seguiti durante tutto il loro soggiorno.
Foxy Knoxy, dopo aver riconosciuto la generosità dell'Italy Innocence Project ha aggiunto che lei e il compagno hanno dovuto spendere più di 10.000 dollari in "precauzioni necessarie per la sicurezza" e per scongiurare possibili molestie. Inoltre, hanno dovuto sostenere le spese di viaggio e di soggiorno della madre Edda Mellas, indispensabile "supporto emotivo". Dunque, la trasferta italiana ha rappresentato per i due giovani fidanzati un forte contraccolpo finanziario che li ha costretti ad utilizzare anche i soldi destinati alle nozze.
Un sacrificio, però, che la coppia è stata ben felice di sopportare: "Sono grata alll'Italy Innocence Project per il loro invito ad intervenire in merito al processo mediatico e alle ingiuste condanne", ha infatti sottolineato l'ex studentessa di Seattle.
I dettagli sul matrimonio
Il settimanale Oggi, nei giorni scorsi, ha rivelato che Amanda ed il suo compagno Christopher Robinson sarebbero già convolati a nozze nel dicembre 2018. Come riportato su un documento consultabile anche negli archivi online della King County (contea dello Stato di Washington) i due sarebbero diventati marito e moglie il primo dicembre dello scorso anno.
In proposito, la Knox ha spiegato: "In quella data abbiamo presentato i documenti per essere sposati legalmente, ma non abbiamo ancora celebrato il matrimonio con i nostri cari.
Ci sposeremo, il 29 febbraio 2020 e stiamo pagando per tutto da soli, proprio come fanno oggi molte giovani coppie". Poi, ha aggiunto "Abbiamo deciso di sostituire la classica lista nozze con una raccolta fondi per il matrimonio e abbiamo condiviso sui social la nostra "story", senza però chiedere a sconosciuti di fare delle donazioni". Quindi, la coppia ha puntato il dito contro i tabloid: "Hanno diffuso la nostra pagina e ora ci incolpano per le loro azioni".