Nino Caianiello, (ex coordinatore provinciale di Forza Italia) finito al centro dell'inchiesta denominata "Mensa dei Poveri" ha deciso di collaborare con gli inquirenti e ha dichiarato di voler cambiare vita. Dagli stralci degli interrogatori sostenuti dall'ormai "ex ras delle nomine in Lombardia" e dai suoi collaboratori Alberto Bilardo e Laura Bordonaro emergerebbe un sistema di spartizione degli incarichi "da prima Repubblica" che vede tra i protagonista anche la Lega.

Nino Caianiello svela il 'sistema'

Qualche giorno fa si è chiuso il primo troncone della maxi inchiesta "Mensa dei Poveri" relativa ad un presunto giro di finanziamenti illeciti, tangenti ed appalti tra le province di Milano e Varese.

Ora, la Procura chiederà il rinvio a giudizio per 71 dei 115 indagati, Nel corso dell'ultimo mese, però, Nino Caianiello, considerato dalla direzione distrettuale antimafia (DDA) l’anello di congiunzione del sistema corruttivo, ha iniziato a collaborare facendo nomi e spiegando meccanismi.

L'ex-manovratore di Forza Italia, arrestato lo scorso 7 maggio, punta a raggiungere il patteggiamento. Davanti al pm Luigi Furno ha manifestato l'intenzione di cambiare vita e di spezzare qualsiasi legame con le persone con cui ha condiviso il suo excursus politico dal 1983 ad oggi.

Caianiello ha poi precisato che esiste un vero e proprio sistema, attivo fin dalla cosiddetta Prima Repubblica, basato su finanziamenti devoluti a strutture di partito. L'azzurro ha quindi spiegato nel dettaglio come funzionava il sistema delle “retrocessioni” (il denaro ricevuto da coloro ai quali faceva ottenere degli incarichi) facendo mettere a verbale che fece presente all'allora dirigente dell'azienda pubblica Accam di Varese, Davide Borsani, che bisognava affidare alcuni "incarichi sotto soglia" a professionisti esterni alla provincia e tra questi gli indicò Diego Sozzani (deputato Forza Italia, eletto in Piemonte). Quindi, ha ammesso che, proprio con l'ingegnere novarese, si accordò per le “retrocessioni".

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Cronaca Nera Lega Nord

La Lega e la redistribuzione degli incarichi

Davanti al pm, Alberto Bilardo, ex consigliere di amministrazione della partecipata Accam (che si occupa dello smaltimento rifiuti in una trentina di comuni tra Varese e l'Alto Milanese), nonché braccio destro di Caianiello ha parlato dei suoi rapporti con il manovratore di Forza Italia, della Lega ed in particolare dell’avvocato Andrea Mascetti. "Nel Carroccio - ha precisato - non c'è qualcuno che prende direttamente i soldi, ma esiste una suddivisione degli incarichi".

Poi ha sottolineato che quando Mascetti riceveva un incarico faceva poi lavorare altri professionisti. Per quanto riguarda gli incarichi in Accam, Biliardo, ha fatto mettere a verbale che la nomina del presidente dell’organismo di vigilanza spettava alla Lega (che incaricò della scelta proprio l'avvocato Mascetti), mentre gli altri due componenti dell’Odv erano indicati da Forza Italia.

Queste informazioni sono state confermate anche da Laura Bordonaro.

L'ex amministratore delegato della società che gestisce l'inceneritore di Busto Arsizio ha anche aggiunto che Mascetti - uomo di fiducia dell’onorevole Giorgetti - è il professionista più sponsorizzato dagli esponenti leghisti.

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