In tutto il mondo è ormai psicosi Coronavirus, la malattia simile ad una polmonite che in queste settimane si sta diffondendo in tutto il mondo e che è partita dalla città di Wuhan in Cina. Ormai si contano oltre 2.000 morti e nelle scorse ore sono stati accertati anche i primi casi nel nostro Paese, precisamente in Lombardia e Veneto. Un cittadino italiano di Lodi sarebbe ricoverato in gravi condizioni. Di questi giorni è invece un'altra notizia, relativa sempre alla diffusione del male in questione.

Si tratta di un romanzo thriller del 1981 scritto dallo scrittore statunitense Dean Koontz, il quale nel libro "The eyes of darkness" ("Gli occhi delle tenebre") parlava di un virus che nel 2020 si sarebbe diffuso in tutto il mondo. Gli amanti della cospirazione hanno subito fatto notare la somiglianza tra la malattia inventata da Koontz, che si chiama "Wuhan 400", e il moderno nCov-19.

La trama del libro

Nello scritto in questione tutto parte da uno scienziato cinese di nome Li Chen che fugge negli Stati Uniti portando con se una copia su dischetto del "Wuhan 400".

La differenza tra il coronavirus e il male ideato da Dean Koontz nel romanzo è che la malattia immaginata dallo scrittore americano è un'autentica arma batteriologica, in grado di sterminare gran parte della popolazione mondiale, mentre è ormai noto, come da ricerche effettuate dagli scienziati, che il coronavirus ha avuto un'origine animale. Lo scrittore ha immaginato che il male partisse da un laboratorio situato nella città cinese di Wuhan.

Inoltre, sempre secondo il romanzo in questione, il virus è proprio simile ad una polmonite. Dobbiamo precisare, questo per dovere di cronaca, che nelle prime edizioni del libro in questione la malattia si chiamava diversamente, ovvero "Gorki-400" e che solo in seguito, dal 1989 in avanti, come dimostra un'edizione del 1996, il suo nome si trasformò in "Wuhan-400".

Il blogger Attivissimo: 'È pressoché inevitabile che fra i milioni di storie che vengono scritte prima o poi qualcuna ci azzecchi'

Sulla vicenda in questione è intervenuto anche il famoso blogger Paolo Attivissimo, il quale all'agenzia di stampa Adnkronos ha dichiarato che quelle contenute nel libro di Koontz sono solo delle coincidenze e che è normale che tra milioni storie scritte una doveva per forza azzeccarci. L'uomo ricorda anche di come quello scritto dal letterato statunitense non sia il primo romanzo appartenente al genere della cosiddetta "precognizione letteraria". Una cosa simile era già successa nel lontano 1898, quando il libro "The Wreck of Titan", scritto da Morgan Robertson, parlava dell'affondamento di un transatlantico di nome "Titan" nell'Atlantico.

Inevitabile fu nel 1912 il collegamento con la tragedia del famoso "Titanic", naufragato in tragiche circostanze dopo aver colpito un iceberg. In quest'ultimo caso le dimensioni dell'imbarcazione descritta nel libro però erano nettamente inferiori a quelle del gigante progettato nei cantieri di Liverpool. Il libro fu ritoccato in seguito alla tragedia per renderlo più calzante.

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