Loredana Guida, insegnante e giornalista di 44 anni non ce l'ha fatta ed è morta di malaria. Il fatto è avvenuto ad Agrigento. La giornalista era stata di recente a Lagos, in Nigeria. Secondo i parenti, i sanitari del nosocomio agrigentino San Giovanni di Dio non hanno riconosciuto tempestivamente i sintomi della febbre della palude.

Ricevuta come codice verde

E' stata per ben quattro ore nella sala d'attesa del pronto soccorso e infine ricevuta come codice verde (il penultimo in ordine di rischio).

Nonostante le vibrate proteste da parte dei familiari, che avendo informato i sanitari del recente viaggio in Nigeria di Loredana, vedevano un chiaro collegamento con la febbre alta e l'inappetenza della donna. Ci sono volute altre nove ore per effettuare il test per la malaria, successivamente una firma e dimissioni e a casa. Pochi giorni dopo la corsa in ospedale in ambulanza, in cui Loredana arriva al pronto soccorso ormai priva di coscienza.

L'ipotesi è di omicidio colposo

Elenia Manno, pubblico ministero dell'ufficio diretto da Luigi Patronaggio, ha iscritto sette persone nel registro degli indagati, il medico di famiglia e i sanitari della struttura ospedaliera.

Medici e infermieri dell'ospedale, secondo l'avvocato Daniela Ponsante che assiste i familiari di Loredana, avrebbero compiuto numerose omissioni e negligenze. Entrata con un codice bianco, nonostante la febbre a 40 e nonostante l'aver comunicato del recente viaggio in Africa, sarebbe passata al codice verde solo dopo aver fornito quest'ultima affermazione. In seguito - sempre secondo il racconto dei familiari - la giovane sarebbe stata invitata ad andare a casa senza che fossero state avviate terapie specifiche.

Lunedì sarà eseguito l'esame autoptico sul corpo della giornalista.

Il 20 gennaio rientra in ospedale col codice rosso

Ci sarebbero voluti altri cinque giorni e una corsa in ambulanza affinché Loredana venisse classificata come codice rosso. Il giorno 15 infatti era stata classificata come 'codice verde' ed era tornata a casa. Il 21 gennaio, finalmente sono stati eseguiti i test a seguito della diagnosi di malaria e lo stesso giorno ne è arrivata la conferma.

Purtroppo Loredana è morta pochi giorni dopo.

Raccolta firme per un reparto di malattie infettive

La comunità agrigentina, sotto choc per la morte della giovane donna, si è attivata per chiedere l'apertura di un reparto di malattie infettive presso l'ospedale San Giovanni di Dio. La petizione in poche ore ha raccolto più di 500 firme. Ai microfoni di Repubblica Alfonso Averna, responsabile del reparto malattie infettive di Caltanissetta ha dichiarato che "il 40 per cento dei pazienti ricoverati presso il reparto di malattie infettive dell'ospedale di Caltanissetta arriva da Agrigento". Qualche anno fa, nel 2015, c'era stata anche un'interrogazione parlamentare per la mancanza di questo presidio e che evidenziava il rischio legato alla vicinanza con l'Africa, ma non ha portato a nulla.

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