Nel corso della puntata del 28 aprile de Le Iene, Luigi Pelazza ha realizzato un servizio sull'ex ospedale di Legnano e sulla possibilità che la Lombardia non avrebbe colto di utilizzare quella struttura per ospitare i pazienti contagiati dal Coronavirus: in questo modo, forse, si sarebbe potuta evitare la strage di anziani che si è registrata in diverse RSA (le residenze sanitarie per anziani) lungo il territorio lombardo.

L'ex ospedale di Legnano fu considerato inutilizzabile

Per fare chiarezza sulla vicenda, la iena Luigi Pelazza si è recato sul posto e ha visitato le tre strutture che compongono l'ex ospedale di Legnano: sebbene una di esse, la più grande e denominata monoblocco, sia stata dismessa nel 2010 e si trovi attualmente in un totale stato di abbandono, il complesso presenta anche altre due strutture che sarebbero in buone condizioni.

Ad esempio, uno degli edifici sarebbe fornito di corrente elettrica e impianto di riscaldamento, mentre l'altro sarebbe del tutto funzionante, infatti pare che sia stato riadattato ad uso-ufficio per un totale di 40 camere.

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, non avrebbe preso in considerazione questa struttura tenendo conto della relazione tecnica di un ingegnere incarico a svolgere questo tipo di lavoro, il quale si sarebbe soffermato solo sul monoblocco e non sulle altre due strutture. L'esperto avrebbe calcolato un tempo necessario di 6-12 mesi per realizzare un vero e proprio reparto di terapia intensiva. Solo in un secondo momento, precisamente il 9 aprile, sarebbe stata redatta una seconda relazione tecnica sugli altri due comprensori, anche se ormai era troppo tardi.

Nel frattempo, si è deciso di progettare e realizzare da zero un super-reparto di terapia intensiva che avrebbe dovuto ospitare 500 posti letto nell'ex Fiera di Milano, e per il quale sono stati raccolti 21 milioni di euro: tuttavia, finora pare che siano stati recuperati solo 53 posti.

La morte di migliaia di anziani nelle RSA

Nell'attesa che fosse realizzato l'ospedale in Fiera, molti pazienti positivi al Covid-19 e anche non positivi - che però non erano stati sottoposti ad alcun tampone - sono stati trasferiti presso le residenze per anziani in ottemperanza alla deliberazione n.2906 dell'8 marzo con la quale si chiedeva la disponibilità di posti letto presso le RSA della regione già dotate di ossigeno.

Questa scelta avrebbe comportato una rapida diffusione del virus soprattutto tra gli anziani - soggetti altamente indeboliti - che nel giro di pochi giorni sono scomparsi dopo aver contratto il Covid-19: basti pensare che nella sola Lombardia sarebbero morti almeno un migliaio di anziani nelle RSA.

Più volte le associazioni di categoria di questi presidi avevano criticato questa decisione, affermando che trasferire pazienti positivi al coronavirus nelle suddette strutture sarebbe stato come "mettere un cerino in un pagliaio".

Gallera: 'Il problema era il tempo e il personale'

Di fronte alla situazione mostrata da Pelazza, l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Gallera, ha spiegato che l'ex ospedale di Legnano non è stato preso in considerazione principalmente per la carenza di personale che avrebbe dovuto prestare cura ai pazienti distribuiti nelle camere, e anche per la mancanza di tempo nell'adottare le soluzioni migliori per la cittadinanza.

Alla domanda dell'inviato de Le Iene "Se potesse ritornare indietro, prenderebbe le stesse decisioni?", Gallera ha risposto di sì, sottolineando che nei momenti più difficili, quando il virus si è diffuso rapidamente in Lombardia, lui e il suo staff hanno fatto del loro meglio.

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