L'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha approfondito, in un'intervista per La Stampa pubblicata il 23 luglio, l'argomento che ha trattato martedì sera nel programma di Rai 3 Cartabianca, relativo alle origini del Coronavirus e al nuovo ceppo individuato in un signore di Padova.

"Il grosso del guaio nell'emergenza Covid lo ha fatto il ceppo che arrivava dalla Germania", ha asserito il virologo. Subito dopo ha spiegato che, nel corso degli studi sulle sequenze del coronavirus isolate in questi mesi, ne è emersa una che non è legata al ceppo tedesco "ma che somiglia vagamente a quella dei due coniugi cinesi curati al centro Spallanzani di Roma".

Il professore ha anche sottolineato che il virus "non si è indebolito per niente", e lo dimostrerebbero i focolai rilevati in questi ultimi tempi in Italia: "L'autunno è lontano e non so cosa capiterà - ha continuato - Di certo però dobbiamo essere preparati a qualunque evenienza".

Le ipotesi sulle origini del coronavirus

Massimo Galli ha spiegato che ad oggi non vi è ancora la certezza scientifica che la pandemia da Covid-19 sia partita dalla Germania, aggiungendo che risulta improbabile che in Europa siano giunti due ceppi simili entrambi da Shanghai. Di conseguenza, non esclude a priori che in Italia possano esserci altri ceppi del coronavirus che finora non abbiano provocato le stesse drammatiche conseguenze di quello tedesco.

Come si è arrivati ad isolare il virus

"Stavamo lavorando su 59 sequenze che sono tutte risalenti alla prima fase epidemica in Italia - ha raccontato il virologo Galli - Sequenze prelevate soprattutto nelle prime settimane di diffusione, tant'è che tutte queste, tranne una, sono imparentate tra loro".

Le 58 sequenze - come ha spiegato il professore - hanno rivelato che quasi certamente la principale causa dell'epidemia in Italia è riscontrabile nel ceppo tedesco. La 59ª, invece, pare sia risultata differente. È collegata ad un uomo anziano di Padova, sedentario, che non ha avuto alcun contatto con persone provenienti dalla Cina e nemmeno con i cinesi in generale.

Questa persona, ricoverata al reparto malattie infettive del Policlinico di Padova, pare abbia contratto un virus differente dagli altri.

L'infettivologo Galli ha poi evidenziato che il virus riscontrato sul signore padovano è simile a quello dei due cinesi di Wuhan che si trovano allo Spallanzani di Roma. Questi ultimi non sono mai andati a Padova e nemmeno a Venezia, ma sono sbarcati all'aeroporto di Malpensa e da lì si sono diretti verso la capitale.

La spiegazione di Galli alla 59ª sequenza

In merito alla scoperta della 59ª sequenza del coronavirus, Galli ha parlato di "ipotesi della banalità", sostenendo che ci sia la possibilità che nel nostro Paese abbiano circolato diversi ceppi del virus, e che quello isolato nel padovano non sia stato altamente contagioso come quello proveniente dalla Germania.

L'unica cosa che si può fare in queste situazioni è: "Lavorare molto, studiare molto e non innamorarci delle ipotesi, altrimenti rischiamo di prendere cantonate".

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