Domenica 13 settembre, alla vigilia della riapertura delle scuole, i contagi di Coronavirus in Italia sono risultati in lieve calo rispetto alle ventiquattr'ore precedenti. Tuttavia, i tamponi effettuati sono ben ventimila in meno. La diminuzione più evidente di tamponi si registra in Lombardia e Veneto.

Coronavirus: calano i contagi

In Italia, nella giornata di domenica 13 settembre i contagi di Coronavirus sono lievemente calati. I nuovi casi accertati sono stati 1.458 contro i 1.501 del giorno precedente, portando ad un totale di 287.297 casi dall'inizio della pandemia.

L'andamento della curva epidemiologica dipende, però, anche da una drastica riduzione dei tamponi effettuati.

Si contano, infatti, 20.000 test in meno rispetto alle ventiquattr'ore precedenti (72.143 contro 92.706). Una netta riduzione dei tamponi effettuati si registra soprattutto in Lombardia, dove si è passati da 16.493 a 12.844, e in Veneto, dove si è scesi da 14.390 a 8.090. Nonostante ciò aumentano i casi identificati grazie all'attività di screening.

Per quanto riguarda le vittime, sono sette quelle riscontrate in un giorno, per un totale complessivo di 35.610. Non c'è, infine, nessuna Regione senza nuovi positivi.

La situazione in Lombardia e Veneto

Come anticipato, il numero di tamponi effettuati è calato notevolmente, soprattutto in Lombardia e Veneto.

In particolare, in Lombardia si sono registrati 265 nuovi casi positivi a fronte dei 77.651 guariti/dimessi a partire dallo scorso febbraio.

Un leggero aumento è emerso a proposito del numero dei ricoverati: uno in più in terapia intensiva. Mentre nelle ultime ventiquattr'ore sono morte tre persone, per un totale di 16.899 dall'inizio della pandemia.

Nello specifico, si contano 88 casi in provincia di Milano, di cui 47 proprio nel capoluogo lombardo, 34 quelli nella provincia di Monza e Brianza, 29 a Como, 27 a Brescia, 18 nella Bergamasca, 13 in provincia di Varese e 12 a Pavia.

Cremona e Lodi si fermano a otto contagi, Mantova a sette e Sondrio e Lecco a due casi soltanto.

Per quanto riguarda il Veneto si registrano, invece, 76 nuovi casi di Coronavirus per un totale di 24.809. C'è, poi, una vittima in più per un totale di 2.142 decessi. In aumento, quindi, le persone positive e gli individui in isolamento domiciliare.

La posizione dei virologi

Giorgio Palù, docente emerito di Virologia all'Università di Padova, alla viglia della riapertura delle scuole, ha dichiarato all'Ansa di non sapere cosa aspettasi da domani in poi. "Il virus è ormai endemico nella specie umana e circolerà come circola il virus del raffreddore. Non conosciamo cosa accadrà, ma occorre applicare tutti i mezzi di diagnosi diretta".

Occorre, quindi, continuare ad effettuare tamponi salivari, test sierologici e identificare focolai per tracciare ed isolare i casi positivi. "Forse si dovrà chiudere anche qualche Istituto in caso di contagio - aggiunge Palù - ma non possiamo non riaprire le scuole".

Un ruolo decisivo per la salvaguardia della salute e il contenimento del Coronavirus è svolto ovviamente anche dall'uso delle mascherine, prorogato fino a fine mese, ma solo se utilizzate correttamente.

Sarà, inoltre, fondamentale procedere ad una rapida individuazione di tutti i contagi, in primo luogo a scuola.

Tuttavia, in termini di letalità, spiega Palù, "Non abbiamo di fronte il virus dell'Ebola né il virus della Sars o quello della Mers", due virus con una mortalità ben più alta, rispettivamente del 10% e del 35%. Il Coronavirus, infatti, ha una letalità di poco superiore all'influenza, pertanto continuerà a circolare e proprio per questo motivo saranno decisivi farmaci e vaccini.

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