Barlumi di pace si accendono per la popolazione palestinese della Striscia di Gaza. È del 31 agosto l’annuncio congiunto di Hamas, il movimento islamico che controlla la zona, e di Israele di un accordo che dovrebbe porre fine alle ostilità nelle zone di confine tra i due paesi. Da più di un mese infatti si registravano scontri che avevano causato la morte di decine di civili palestinesi e centinaia di feriti.

Decisiva si è rivelata la mediazione del Qatar, che ha condotto le parti a un accordo che va a scongiurare un'escalation delle violenze.

Un mese di violenze e sanzioni

Israele lamentava già dal principio del mese di agosto frequenti lanci di palloni incendiari sul proprio territorio, cosa che aveva causato ingenti danni boschivi ed alle colture.

La risposta del governo di Netanyahu era stata immediata e violenta con bombardamenti aerei e lanci di missili anche da droni, nonché la chiusura del transito commerciale del valico di Harem Shalom, l’interruzione dei rifornimenti di carburante destinati anche ad alimentare le centrali elettriche causando enormi disagi sui presidi sanitari palestinesi.

Il 16 agosto inoltre Israele aveva chiuso totalmente l’area di pesca nella Striscia di Gaza a seguito di precedenti limitazioni. Divieti per l’ingresso di merci e di tutti i beni, a eccezione di prodotti alimentari e medicinali, erano stati decretati inoltre a partire dal 23 agosto, provvedimenti fortemente penalizzanti per una popolazione già messa dura prova dal coronavirus.

La mediazione del Qatar, i termini della tregua

Fonti vicine alla delegazione del Qatar hanno riferito che Israele si è detta ora disposta a riprendere le consegne di carburante per la centrale elettrica e ad allentare il blocco, ivi compreso il ritorno alle piene attività di pesca, se Hamas si impegna a porre fine ai lanci di palloni incendiari e altre provocazioni.

L’intensa attività diplomatica svolta dal Qatar pare così aver raggiunto i propri scopi. I giorni precedenti i colloqui con le parti israeliane, da Doha era giunta nella Striscia un’ultima tranche di aiuti economici precedentemente pattuiti, dal valore di 30 milioni di dollari, denaro destinato al popolo palestinese già dallo scorso anno secondo gli accordi tra Egitto, Qatar e Nazioni Unite con il beneplacito di Israele.

Una fonte del movimento islamico riferisce inoltre che il finanziamento del Qatar aumenterà da 30 a 35 milioni di dollari al mese. A questo si dovrebbero aggiungere anche sostegni a progetti volti a migliorare le drammatiche condizioni sanitarie, economiche e occupazionali della Striscia di Gaza, che attualmente soffre di un tasso di disoccupazione di oltre il 50%.

Una pace fragile, legata al rispetto di patti che dovrebbero garantire la ripresa di una vita più dignitosa per la popolazione palestinese.

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