Secondo i pm, Giacomo, un bambino di due anni originario di Taormina, è deceduto nel 2018 per via di un errore sanitario: il pacemaker gli sarebbe stato impiantato al contrario. Sono stati indagati otto medici del Bambino Gesù di Roma, dove il piccolo aveva subito due anni fa, un delicato intervento cardiaco. Il pubblico ministero Daniela Cento sostiene che il bimbo abbia perso la vita perché i sanitari avrebbero "agito con negligenza". Martedì, 15 settembre è prevista l'udienza, nella quale verrà richiesta una perizia atta a stabilire quale sia stata la causa del decesso di Giacomo.

La storia del piccolo Giacomo

Il bambino era nato con una patologia cardiaca. Il 15 settembre 2016, a poche ore di vita, si sottopose ad un intervento chirurgico nell'Ospedale Bambino Gesù al San Vincenzo. Sulla base di quanto dichiarato dagli inquirenti, i tre dottori che lo operarono commisero un errore: gli impiantarono il pacemaker rivolto verso il basso. Questo avrebbe provocato una specie di 'cappio', responsabile dello strozzamento dell'arteria polmonare, che a sua volta avrebbe causato "un'insufficienza acuta cardiocircolatoria". I genitori di Giacomo, all'oscuro di tutto, lo portarono a casa. Ma con la crescita il suo stato di salute cominciò a peggiorare, in quanto il cappio si sarebbe stretto sempre più, fino a quando due anni fa Giacomo tornò al Bambino Gesù di Roma.

I ritardi negli accertamenti

Nell'ospedale pediatrico romano, i due cardiologi che visitarono Giacomo non si sarebbero resi conto delle sue gravi condizioni cliniche, ritardando gli esami. A settembre dello stesso anno, il piccolo arrivò nuovamente nello stesso nosocomio, ma anche stavolta gli accertamenti furono rinviati a tre mesi dopo.

A dicembre 2018, i due medici che lo visitarono non avrebbero ritenuto opportuno sottoporlo ad un'operazione urgente. L'avrebbero fissata poi nei giorni successivi, ma non fu possibile eseguirla, in quanto Giacomo aveva un'infezione. A fine dicembre, il piccolo si sottopose ad un altro consulto cardiologico, dopo il quale i sanitari l'avrebbero rimandato di nuovo a casa.

Il 31 dicembre, le condizioni del piccolo Giacomo peggiorarono ulteriormente e il bambino fu trasportato d'urgenza in aereo a Roma. Subì un intervento chirurgico il primo gennaio 2019, secondo i pm in "macroscopico ritardo". L'operazione non andò a buon fine, poiché i dottori avrebbero sbagliato la procedura e Giacomo morì il 3 gennaio. Ora gli inquirenti sostengono che i medici sarebbero i responsabili dell'accaduto, in quanto avrebbero agito con "negligenza, imprudenza e imperizia". L'avvocato della famiglia del bambino, Domenico Naccari ha asserito che niente potrà alleviare la sofferenza dei famigliari per la perdita subita, ma è necessario fare chiarezza per evitare che "in futuro possano accadere tragedie simili".

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