Inizialmente si era ritenuto fosse un normale sinistro stradale, ma poi le indagini effettuate dalle forze dell'ordine hanno portato a tutt'altra verità dei fatti. Michele Antonio Gaglione, 25 anni, ha tolto la vita a Maria Paola, sua sorella di venti anni di età, speronandola mentre era alla guida del suo scooter e successivamente ha pestato a sangue Ciro, il compagno omosessuale della ragazza, anche lui gravemente ferito dopo essere caduto dalla motociclo. Il drammatico episodio è avvenuto a Caivano, popoloso comune della Città Metropolitana di Napoli, nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre.

La vicenda

Al momento il motivo dell'aggressione sembra essere il fatto che l'uomo non riuscisse più a tollerare la relazione amoroso-sentimentale tra la sorella e il compagno, rapporto che egli considerava una vera e propria vergogna per lui e per la propria famiglia. Il venticinquenne è stato tratto in arresto dai militari dell'arma dei carabinieri della locale stazione. A riportare la notizia è stata la versione online della testata giornalistica del quotidiano 'Il Mattino' di Napoli. Sul luogo dell'incidente sono immediatamente giunti i soccorsi con un'ambulanza del 118 ma per la povera Maria Paola non c'è stato nulla da fare: è deceduta sul colpo a causa del terribile impatto e delle gravissime e profonde ferite riportate.

Gli operatori del personale medico-sanitario non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il compagno della ventiduenne, invece, è stato trasportato presso la clinica villa dei fiori di Acerra: per lui ferite non gravi, ma resta un profondo stato di shock.

'Non volevo ucciderla, ma darle una lezione'

Per Michele Antonio quella storia d’amore, riservata e discreta, vissuta nella quotidianità con passione e affetto, mai ostentata ai quattro venti, era diventata qualcosa di insopportabile. Talmente insopportabile che l'uomo ha deciso che servisse una lezione alla sorella e al compagno ed è arrivato a inseguirli a bordo mentre a bordo della propria motocicletta si stavano recando da Caivano ad Acerra (Città Metropolitana di Napoli), tamponandoli con violenza con un'improvvisa accelerata.

L’impatto ha fatto perdere il controllo del veicolo, che è andato ad urtare contro la recinzione di un terreno di campagna. L'uomo attualmente si trova in stato di fermo in carcere: dovrà rispondere dei reati penali di violenza privata aggravata da omofobia e omicidio preterintenzionale. 'Mia sorella era stata infettata: non avevo intenzione di ucciderla, ma volevo darle solo una lezione', ha confessato l'uomo al magistrato durante l'interrogatorio.

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