Un uomo di 47 anni nella notte tra il 20 e 21 settembre ha sparato alcuni colpi d'arma da fuoco con una pistola, uccidendo il figlio di 11 anni. Subito dopo ha rivolto l'arma contro se stesso e si è tolto la vita. Secondo quanto riferiscono i media locali e nazionali l'uomo era depresso da tempo, in quanto si era separato dalla sua compagna. Proprio a lei ha dedicato una lunga lettera sui social prima di compiere il misfatto. I vicini, non appena hanno udito il rumore dei colpi, hanno subito chiamato il 112 ma per padre e figlio ormai non c'era più nulla da fare.

Nel post sui social l'uomo ha descritto anche la sua malattia

Il 47enne ha informato parenti e amici di come avesse anche attacchi di panico e che non riusciva più a dormire la notte. "Ho perso la mia battaglia contro la depressione - ha spiegato -. Ho perso la fiducia, non ho più voglia di soffrire" - così ha scritto su Facebook. Nella lettera l'uomo accusa la ex di averlo abbandonato e di aver, secondo lui, sottovalutato le conseguenze della malattia. L'uomo ha spiegato di come abbia iniziato a soffrire di problemi di schiena per poi essersi trovato con un danno permanente a una gamba. Il delitto si è verificato a Rivara Canavese, piccolo centro della provincia di Torino, non molto distante dal comune capoluogo, per cui la notizia di quanto accaduto si è sparsa in breve tempo nella cittadina.

Sul caso adesso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Venaria, intervenuti sul posto anche per eseguire i rilievi del caso. Secondo quanto fanno sapere i militari dell'Arma l'arma con cui il 47enne ha sparato era detenuta illegalmente.

L'appello agli amici: 'Accompagnateci con le Harley'

L'uomo ha poi chiuso il suo post rivolgendo un appello agli amici.

Nel giorno delle loro esequie ha chiesto di accompagnare il corteo con le moto Harley. La due ruote era infatti una delle più grandi passioni del 47enne. Alla ex compagna ha poi augurato di vivere "ancora 100 anni", facendogli presente che se in futuro incontrerà una persona depressa dovrà aiutarla.

"Noi partiamo per un lungo viaggio, dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza…" - queste sono le ultime parole che il 47enne ha scritto sul suo profilo social. "Vogliamo sentire il rombo dei motori - ha chiesto l'uomo - e ricordatevi di noi ogni volta che andrete in moto. Andrea e il suo papà per sempre insieme", ha concluso.

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