Poco più di un mese a Natale. Il passare dei giorni scandisce, però, il momento in cui arriverà una ricorrenza cruciale per l'Italia. Sia sotto il profilo economico considerati i risvolti produttivi, sia dal punto di vista sociale. L'emergenza Coronavirus renderà le festività natalizie estremamente diverse da come sono state vissute fino ad ora e questo è il momento in cui ci si interroga su quali debbano essere le linee guida. Il rallentamento della curva dei contagi determinata dal Dpcm in vigore dal 6 novembre fornisce qualche indicazione positiva; ma potrebbe non esserci spazio per i maxi-cenoni a cui gli italiani sono abituati.

Quelli per intendersi in cui si mischiano le generazioni e la socialità dei più giovani si mescola con quella dei più anziani. La tradizione vuole questo, ma dagli esperti arriva il disco rosso a questa eventualità. "So che sarà dura - dice Fabrizio Pregliasco - ma i nonni sarà meglio lasciarli a casa. Genitori e figli al massimo".

Coronavirus: a Natale possibile provvedimento del governo

Una soluzione che sarebbe precauzionale ai fini del mettere al sicuro le categorie più avanti con l'età e maggiormente esposte agli effetti più dannosi della Covid. Le dichiarazioni del virologo dell'Università di Milano e direttore sanitario del Galeazzi fanno il paio con quelle del sottosegretario del Ministero della Salute Sandra Zampa.

Quest'ultima aveva segnalato l'ipotesi che il governo potesse emanare un nuovo provvedimento per Natale. Addirittura aveva ipotizzato che si potesse disporre che, per Natale, i cenoni e le riunioni familiari potessero essere concesse unicamente tra parenti di primo grado. Un'eventualità la cui applicazione sarebbe tutta da verificare, alla luce del fatto che andrebbe normata senza andare a violare il domicilio, tutelato dalla Costituzione.

Soluzioni logiche, in tal senso, potrebbero essere la richiesta di un'autocertificazione per la circolazione nei giorni festivi finalizzata a raggiungere un'altra abitazione. Senza dimenticare che, però, esistono persino coppie che non hanno un vincolo legale. Si tratta di scenari che saranno presi in esame solo quando sarà il momento di valutare le disposizioni da dare e non è detto che, come negli ultimi decreti, le linee guida non siano obblighi ma esortazioni collegate a locuzioni già usate per le mura domestiche come :"è fortemente consigliato".

Tuttavia, quella di Pregliasco è più che altro una notazione finalizzata al buonsenso, alla luce del fatto che mai fino ad ora il governo ha normato disposizioni relative a qualche fascia d'età.

Covid: Pregliasco dice di prepararsi al rischio terza ondata

Tutte ipotesi che, però, sono subordinate ad una cosa: che i segnali positivi derivanti dagli ultimi Dpcm siano confermati e si arrivi ad un Natale tranquillo, senza però dare la libertà concessa in estate.

Fabrizio Pregliasco, sempre nell'intervista a La Stampa, ha specificato dove si arriverà qualora dovesse mantenersi quello che si sta rivelando un appiattimento della curva. "A un Natale tranquillo. Le chiusure - ha specificato - non abbatteranno i contagi, ma eviteranno il caos e tra un mese si potrà fare qualche riapertura".

E quando gli si chiede se le infezioni quotidiane diminuiranno risponde con franchezza: "Si, ma non dovremo ripetere gli errori estivi. Ogni contatto rimarrà a rischio". Il timore di una terza ondata, magari nei primi mesi del 2021 e dopo qualche riapertura, esiste. "Bisogna - ha esortato Pregliasco - prepararsi, anche se non è detto si verifichi. La strategia del governo di chiusure lente e graduali potrebbe portare dei risultati nel lungo periodo".

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