Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, è stato intervistato dai giornalisti del Corriere della Sera a proposito della pandemia provocata dal Sars-CoV-2 nel nostro Paese. Secondo l'esperto, in questo periodo ci si sta concentrando troppo sulle prossime feste di Natale, mentre per lui sarebbe utile aprire nuovamente le scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale. "Molti politici hanno scelto di sacrificare la scuola come segnale di efficiente reazione all’emergenza" - queste sono le parole che Miozzo ha rilasciato al quotidiano. Il coordinatore del Cts ha informato che in questo periodo di restrizioni e lockdown i ragazzi stanno vivendo la cosiddetta "sindrome della capanna": si tratta, per la precisione, di un particolare fenomeno psicologico che si verifica in seguito ad un lungo periodo di distacco dalla realtà.

Miozzo: 'Tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso'

Secondo Miozzo la scuola è un posto sicuro perché alunni e personale scolastico sono sottoposti a rigidi protocolli anti-contagio e a controlli costanti da parte delle autorità sanitarie. Il coordinatore del Cts ritiene che "il tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico dei bambini, in particolare per i bambini svantaggiati". L'impatto della chiusura degli istituti scolastici potrebbe quindi avere effetti dannosi anche sulla futura capacità di apprendimento dei più piccoli. Miozzo ha voluto anche tranquillizzare la gente affermando che, a oggi, è difficile stabilire se l'infezione da Coronavirus contratta da un ragazzo possa essere avvenuta tra le mura scolastiche.

Secondo il sanitario tornare in classe è solo un vantaggio per gli studenti.

Il coordinatore del Cts porta l'esempio dell'Inghilterra

Per far capire meglio il concetto espresso, Agostino Miozzo ha utilizzato l'esempio dell'Inghilterra. Qui, alcune settimane fa, il Premier Boris Johnson ha annunciato un nuovo lockdown totale per contrastare la pandemia provocata dal coronavirus.

Nello stesso tempo però il governo ha deciso di lasciare aperte le scuole su tutto il territorio nazionale, per cui secondo Miozzo questo è l'esempio che dovrebbe seguire anche l'Italia. Lo stesso Johnson ha affermato che la scuola rappresenta anche benessere psico-fisico per i ragazzi. Per quanto riguarda la fine dell'emergenza sanitaria il coordinatore del Cts ribadisce che questa non sarà sicuramente il 25 dicembre.

"Se tutti insieme spegnessimo le luci delle aspettative saremmo di grande aiuto al sistema e a quanti sperano di far ripartire la vita per quella data" - così ha detto Miozzo ai giornalisti del Corriere della Sera.

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