Un maresciallo di Bellano, piccolo centro della provincia di Lecco, è stato accusato pubblicamente - con un anonimo murales - di essere un latin lover e di sedurre le mogli degli altri. Sembra la trama di un romanzo dello scrittore Andrea Vitali - che nel paese affacciato sul Lago di Como ha ambientato molti suoi libri - ma è accaduto davvero. E ora, il comandante della locale stazione dei carabinieri, 56 anni, rischia addirittura l'allontanamento per "incompatibilità ambientale".

Il murales

Nei giorni scorsi, sulla facciata di una palazzina nel centro di Bellano, è comparso un singolare murales realizzato non da una gruppetto di giovani writers, ma da qualche ignoto marito geloso.

"Giù le mani dalle mogli degli altri - recita la scritta realizzata con la vernice nera e la grafia incerta - Codardo togliti la cintura con la pistola e difenditi dai mariti".

L'accusa lanciata contro il maresciallo (indicato con tanto di nome e cognome), è molto chiara e non lascerebbe adito a dubbi. Lo stimato e rispettato ufficiale dei carabinieri - in servizio da 16 anni nel comune in provincia di Lecco - è stato tacciato di essere un latin lover, che forte della sua divisa, "attenterebbe alle beltà" delle sue concittadine già sentimentalmente impegnate. E, per questo, è stato apertamente sfidato a combattere ad "armi pari", senza la sua pistola d'ordinanza.

I militari, in seguito alla denuncia per vandalismo presentata dai proprietari dell'immobile, hanno aperto un'inchiesta.

Il sindaco di Bellano Antonio Rusconi, invece, in attesa di scoprire l'autore del messaggio ingiurioso, ha già fatto cancellare il provocatorio murales e, nei prossimi giorni, provvederà a far ritinteggiare la palazzina.

La replica del maresciallo

Il maresciallo protagonista di questa vicenda "giallo-rosa", come riportato da diverse testate nazionali, rischia di essere allontanato dalla caserma di Bellano per incompatibilità ambientale.

Il nostro ordinamento, infatti, consente a un superiore di trasferire un sottoposto quando la condotta di quest'ultimo rischia di arrecare nocumento alla reputazione e al prestigio dell’Arma dei Carabinieri. Nei prossimi giorni, dunque, i vertici del corpo di pubblica sicurezza si riuniranno per decidere le sorti dell'ufficiale.

Il maresciallo di Bellano, sposato da anni, però, non ci sta a farsi rappresentare come un Don Giovanni di provincia e, in via non ufficiale, ha respinto al mittente le pesanti accuse mosse.

Inoltre, ha annunciato di stare valutando la possibilità di sporgere una denuncia contro ignoti per diffamazione aggravata. Secondo il militare, dietro il murales non ci sarebbe alcun movente passionale. "Non la vendetta di mariti gelosi - avrebbe spiegato ad alcuni amici l'ufficiale - ma solo il tentativo di farmi mandar via da parte di qualcuno che ce l’ha con me". Tuttavia, come ha riportato TgCom 24, il maresciallo non riesce proprio a immaginare chi possa avergli fatto una cosa del genere: 'Non ho screzi con nessuno" avrebbe sottolineato.

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