Secondo Walter Ricciardi il vaccino anti Covid non fornirà una ‘immunità permanente’ alle persone che lo faranno. Insomma, questo vaccino non durerà per tutta la vita, ma ci sarà bisogno di ripeterlo più volte per evitare di contagiarsi. Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza pandemica, pronuncia questa sua ipotesi durante Studio24, trasmissione di approfondimento giornalistico in onda su Rainews24.

Walter Ricciardi: ‘A Natale, necessario impedire mobilità di milioni di persone’

Ospite di Studio24 nella giornata di giovedì 3 dicembre, Walter Ricciardi risponde ad alcune domande sull’emergenza Coronavirus e sulle norme contenute nel nuovo Dpcm che entrerà in vigore nelle prossime ore.

Durante le festività natalizie, precisa Ricciardi, sarà “necessario impedire la mobilità di milioni di persone perché il virus si muove con loro, soprattutto in situazioni come messa e shopping nelle quali non si può mantenere la distanza”. Il medico si dice soddisfatto del netto calo della curva dei contagi, ma considera prematuro considerarsi già fuori dalla seconda ondata, invitando tutti a rispettare le regole del distanziamento sociale durante il mese di dicembre.

L’opinione di Ricciardi sul vaccino

“Secondo lei nel 2021 riusciremo a completare la più grande campagna di vaccinazione, come l’ha definita Speranza, o magari andremo al 2022 per lasciarci alle spalle questo Covid maledetto?”, gli domanda il conduttore di Studio24. “Se lei parla dell’Europa, ci sono buone possibilità che in qualche modo riusciamo non voglio dire a completare, ma quasi a completare nel 2021 la copertura di tutti i cittadini dell’Unione europea”, rassicura Ricciardi, il quale però ci tiene a “ricordare che ha senso dire usciamo dalla pandemia nel momento in cui abbiamo vaccinato e protetto tutta la popolazione mondiale”.

‘Vaccino darà immunità temporanea, ci dovremo rivaccinare’

Questa convinzione è rafforzata dal fatto che, come Ricciardi crede, “questo vaccino non darà un’immunità permanente, cioè per tutta la vita come nel caso di altri vaccini. Ma darà un’immunità in qualche modo temporanea. Il che significa che ci dovremo rivaccinare”. Insomma, per il consulente di Speranza si tratta “veramente un cambiamento epocale che per la prima volta ci pone di fronte ad una prospettiva di salute globale.

Quindi dobbiamo lavorare per considerare questo vaccino come un bene da dare a tutto il mondo. E quindi sì - conclude - nel 2021 per l’Europa, ma poi non ne usciremo se nel 2022 non completeremo la vaccinazione in tutto il mondo”.

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