Nelle scorse ore, le pagine di Cronaca Nera di un quotidiano locale, ha reso noto che una terza persona sarebbe stata indagata - oltre a Benno Neumair e all'amica Martina - per la scomparsa e la morte di Laura Perselli, 68 anni e Peter Neumair, 63 anni. Da quanto si apprende, si tratterebbe di una ventenne vicina al supplente ora in carcere con l'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere. La giovane, però, sarebbe già risultata estranea alla vicenda e la Procura di Bolzano avrebbe già proceduto ad archiviare la sua posizione. Nel frattempo, gli inquirenti avrebbero scoperto altre bugie raccontate da Benno alla sorella Madé.

Una terza indagata

Nella mattinata di ieri, venerdì 26 febbraio, il giudice per le indagini preliminari Carla Scheidle ha archiviato il fascicolo che, nelle scorse settimane, era stato aperto a carico di un'amica di Benno Neumair. Il reato ipotizzato, da quanto emerso, era quello di favoreggiamento e l'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe stata semplicemente una formalità, un atto dovuto indispensabile per proseguire le indagini sulla scomparsa e sulla morte dei coniugi Neumair. La ventenne, infatti, non avrebbe avuto alcun ruolo rilevante penalmente, ma avrebbe semplicemente frequentato Benno in tempi recenti.

Al momento rimane formalmente indagata, sempre per favoreggiamento, Martina, la commessa 40enne con cui Benno ha trascorso le ore immediatamente successive alla scomparsa dei genitori, avvenuta la sera di lunedì 4 gennaio.

La donna, residente ad Ora, alle porte di Bolzano, stando a quanto ricostruito, ignara delle responsabilità del compagno, avrebbe messo in lavatrice alcuni vestiti (una felpa, un maglione, un paio di jeans, tre t-shirt e un paio di calzini) consegnatele dal supplente 30enne. Solo in un secondo momento - dopo essersi consultata con un avvocato - avrebbe riferito la cosa alla Procura.

Le bugie di Benno

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Benno avrebbe ucciso il padre Peter e la madre Laura nella loro abitazione di via Castel Roncolo a Bolzano. Poi avrebbe caricato i loro corpi in auto e li avrebbe gettati nelle acque dell'Adige dal ponte di Vadena. Il giovane si è sempre proclamato innocente, ma gli inquirenti credono che, in queste settimane, abbia fatto di tutto per depistare l'attività di indagine.

Nelle ultime ore, sarebbe anche emerso che l'insegnante di matematica avrebbe mentito alla sorella minore Madé, residente in Germania, subito dopo la scomparsa dei genitori. La mattina del 5 gennaio, infatti, la ragazza chiamò il fratello preoccupata del fatto che, dalla sera prima, non riuscisse a mettersi in contatto con la madre e il padre. Benno, però, le rispose che non poteva verificare come stessero in quanto si trovava fuori cosa. Madé, quindi, per scrupolo telefonò a una vicina e le chiese se poteva passare dai suoi. Quando la donna bussò alla porta, però, le aprì proprio Benno. L'episodio sarebbe stato messo agli atti dagli inquirenti.

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