Si indaga per chiarire i tanti punti ancora oscuri relativi all'assassinio di Rossella Placati, 51 anni, trovata morta nella sua abitazione di Bondeno, in provincia di Ferrara, lunedì 22 febbraio. Del delitto è sospettato il compagno della donna, Doriano Saveri, artigiano 45enne finito in carcere da oltre una settimana.

La dottoressa Rossella Snenghi ha ricevuto dal tribunale l'incarico di eseguire l'autopsia sui resti della vittima. Con il medico legale collaboreranno i consulenti delle parti: Mauro Martini per la difesa di Saveri, Lorenzo Marinelli per la famiglia di Placati e Maria Rosa Gaudio per la procura.

La perizia servirà a fornire maggiori indicazioni al pm Stefano Longhi e ai carabinieri sull'ora del decesso e sulla dinamica dei fatti. Inoltre sarà utile per far luce su cosa abbia provocato le ferite alla testa e al petto di Rossella.

Le prime ricostruzioni su quanto accaduto a Rossella

Secondo un primo esame effettuato sulle spoglie di Rossella subito dopo il ritrovamento, la donna sarebbe stata colpita al capo con un corpo contundente e poi al torace con un oggetto appuntito, forse un punteruolo o un coltello: le armi utilizzate non sono state rinvenute. Per gli inquirenti, chi ha ucciso la 51enne lo ha fatto con una tale ferocia da rendere quasi irriconoscibili i resti della vittima.

Doriano Saveri non ha mai confessato il delitto: ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti.

Ha dichiarato di essere rimasto fuori per qualche ora dopo un litigio con la compagna: rincasando poco prima delle 8:30 del mattino, ha trovato Rossella priva di vita. Date le dichiarazioni dell'indagato, stabilire con certezza l'orario del decesso potrebbe essere un elemento decisivo per confermare la tesi della procura sulla colpevolezza dell'uomo.

Per chiarire la dinamica del delitto di Rossella sarà importante l'esame dei telefoni cellulari

Sarà utile alle indagini anche la perizia disposta sui telefoni cellulari di Rossella e del suo compagno.

I tecnici potranno ricostruire i movimenti di Saveri nella notte tra domenica 21 febbraio e la mattinata di lunedì 22, quando l'uomo si è presentato alla caserma dei carabinieri di Bondeno in uno stato di alterazione psico-fisica, raccontando di aver appena scoperto il corpo della compagna all'interno dell'abitazione.

Gli inquirenti potranno esaminare il posizionamento delle celle telefoniche per capire dove l'uomo sia stato in quelle ore.

Inoltre le analisi permetteranno di ricostruire le telefonate effettuate, le chat e i messaggi inviati dalla coppia.

La ricostruzione dei movimenti dell'accusato nelle ore dell'assassinio di Rossella

Gli investigatori sperano di ottenere dall'analisi delle celle dei precisi punti di riferimento per cercare le armi utilizzate dal presunto assassino. Secondo l'accusa, Saveri potrebbe aver ucciso Rossella in un orario che varia tra le 22:30 e le 3:30 di notte: il medico legale che per primo ha sommariamente esaminato i resti della donna ha fissato la data del decesso a diverse ore prima del ritrovamento del corpo.

L'uomo sarebbe uscito di casa alle 20:15 per recarsi nel vicino comune di Vigarano Mainarda.

Tornato nell'appartamento alle 21:30, vi sarebbe rimasto fino alle 6:30 quando sarebbe andato al bar per comprare le sigarette e poi per farsi un giro. Infine sarebbe rincasato poco prima delle 8:30 e avrebbe scoperto il cadavere della compagna.

Secondo l'avvocato Sergio Pellizzola, che difende Saveri, l'accusa dovrebbe trovare maggiori riscontri per attribuire la responsabilità del delitto al proprio assistito. Infatti l'artigiano, pur essendo l'unico indiziato al momento, si dichiara del tutto innocente. Nel frattempo Saveri è stato ricoverato in ospedale in seguito ad un presunto tentativo di suicidio all'interno della sua cella. L'uomo avrebbe riportato una ferita alla testa, ma non è ancora chiaro se si sia trattato di un incidente oppure di un gesto volontario.

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