Il ciclone che ha colpito la provincia di Catania provocando forti danni e 3 morti nei giorni scorsi, si sta trasformando in uragano per il quale, per la giornata di oggi venerdì 29 ottobre, è previsto il picco e allerta rossa.

Scenario da uragano

Il ciclone del Mediterraneo, detto anche Medicane (ovvero uragano con occhio ben definito, centro caldo e bassa pressione) sembra si stia spostando verso nordovest in direzione di Sicilia e Calabria, dove l'allerta massima è prevista per venerdì 29 ottobre con fortissimi venti (superiori a 100km/H) e rovesci di pioggia per 24-48 ore; grandinate e possibilità di mareggiate sulle coste con onde di 4 o 5 metri.

Anche se questi uragani, quando arrivano sulla terraferma, non hanno più il calore del mare che li alimenta, devono comunque scaricare l'energia accumulata, in modo violento.

Pasini, fisico del clima del Cnr, dopo aver dichiarato la possibile traiettoria che prenderà il ciclone in tarda serata o nella giornata di venerdì 29 ottobre, sostiene che i siciliani dovrebbero chiudersi in casa per evitare guai peggiori. Marcello Miglietta, ricercatore dell'Isac Cnr esperto in cicloni, conferma quello che ha detto Pasini, ossia che il vortice andrà a raggiungere le coste sud della Sicilia verso venerdì, aggiungendo che l'impatto sarà simile a quello dei cicloni tropicali come accaduto in Grecia lo scorso anno quando i venti superavano i 180 chilometri orari.

Uno scenario quindi che sembra alquanto disastroso, ragion per cui Catania e la Sicilia si ritrovano con legno, silicone o sacchi di sabbia nella protezione delle vetrine dei negozi; scuole e uffici pubblici già chiusi da oggi, supermercati assaliti, bar e ristoranti chiusi e cittadini invitati a spostamenti solo per effettiva necessità, soprattutto in tarda serata/notte.

I volontari della Protezione civile e tutte le organizzazioni di volontariato sono in “Preallarme” ossia reperibili e pronti a intervenire il prima possibile.

Interventi

Secondo la Coldiretti sono oltre due miliardi i danni all'agricoltura mentre Musumeci, presidente della regione, dopo aver già dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto a Roma quello di calamità, calcola che per gli interventi urgenti la somma necessaria si aggira attorno ai 10 milioni; mentre sono 100 i milioni necessari per migliorare le strutture riducendo il rischio di un disastro.

Nei giorni scorsi Catania era già stata colpita da un'alluvione, ragion per cui i carabinieri e la Protezione civile regionale sono impegnati a ripulire le strade da fango e detriti portati dai fiumi durante il nubifragio aiutandosi con le idrovore.

Alluvione che è costata la vita di 3 persone: il 67enne Sebastiano Gambera il cui corpo è stato trovato a Leonella, la moglie Angela Caniglia, dapprima data per dispersa e poi ritrovata senza vita in un agrumeto, e Paolo Claudio Agatino Grassidonio, 53 anni, volontario della Protezione Civile; tutti travolti dalla forza dell'acqua e detriti.

Numerosi comunque sono stati anche i salvataggi, tra cui quello di una donna in un centro commerciale a Passo del Fico dove i carabinieri hanno formato una “catena umana”.