Dopo quasi un anno e mezzo l'inchiesta sul presunto doping nel Team Bahrain Victorius è arrivata ad una svolta. Il caso scoppiò durante il Tour de France del 2021. La gendarmeria francese fece irruzione nell'hotel di Pau dove soggiornava la squadra e perquisì le stanze dei corridori e del personale. La notizia fece molto rumore nel mondo del Ciclismo, anche per i tempi e le modalità dell'intervento, arrivato durante la corsa più importante dell'anno e con tutto il suo impatto mediatico. Da allora si è saputo ben poco di questa vicenda, se non che appena prima dell'inizio del Tour dello scorso luglio alcuni corridori e membri dello staff hanno subìto delle perquisizioni nelle rispettive case.

Ciclismo, Europol non più coinvolta nell'inchiesta

Anche a Copenhagen, nel giorno di vigilia della partenza del Tour de France, l'hotel del Team Bahrain Victorius è stato nuovamente perquisito. In questi interventi fu sequestrato diverso materiale, tra dispositivi elettronici (telefoni, computer e hard disk) e medicinali.

L'inchiesta ha fatto ora nuovo passo. Europol, l'Ufficio Europeo di Polizia, ha confermato di non essere più coinvolta nelle indagini sul presunto uso di prodotti dopanti nel Team Bahrain Victorius. Un portavoce di Europol ha confermato al sito CyclingWeekly che il caso è nelle mani della magistratura francese. "La fase operativa dell'azione coordinata contro l'uso di sostanze vietate nel ciclismo è terminata.

Europol ha sostenuto la fase operativa inviando i suoi ufficiali nei paesi partecipanti per facilitare lo scambio di informazioni e fornire supporto forense per i dispositivi elettronici sequestrati. Il caso è ora nelle mani della magistratura" ha comunicato il portavoce di Europol.

Team Bahrain: 'Non abbiamo informazioni'

Il Team Bahrain Victorius ha rilasciato un breve commento a questa notizia, confermando di non avere altre novità sull'inchiesta.

"Non abbiamo ricevuto ancora nessuna informazione sull'indagine e fino ad allora la squadra continuerà a collaborare con l'ufficio del pubblico ministero" ha fatto sapere un portavoce del team.

Dopo le perquisizioni avvenute durante a Copenhagen, al via del Tour de France dello scorso luglio, il team aveva rilasciato una dura replica in cui parlava di un'azione volta a danneggiare intenzionalmente l'immagine della squadra.

Il Team Bahrain aveva lanciato anche un'accusa per i tempi di queste operazioni, avvenute sempre nel momento di maggior impatto mediatico per il mondo del ciclismo, durante il Tour de France, confermando di aver sempre collaborato con le autorità e di voler continuare a farlo per chiarire la propria posizione.