Rosario D'Onofrio è stato arrestato con l'accusa di narcotraffico. L'operazione portata avanti dalla DDA di Milano in collaborazione con la guardia di Finanza ha portato all'arresto di 42 persone, tra cui il procuratore capo dell'Aia: per l'accusa D'Onofrio era parte integrante di una banda creata per importare sostanze stupefacenti.
I reati contestati
A Rosario D'Onofrio viene contestato il reato di associazione per delinquere.
Secondo le prime indagini, il procuratore capo dell'Aia avrebbe continuato ad occuparsi dell'arrivo di sostanze stupefacenti in Italia anche durante il periodo di lockwdown causato dalla pandemia.
Fra il 2019 e il 2021, D'Onofrio avrebbe continuato a circolare per Milano in modo da consentire lo scambio di denaro e piazzare le sostanze. All'interno della banda in cui operava, l'indagato era molto stimato dai suoi complici. In una chat diffusa, un altro membro della banda arrestato si sarebbe complimentato per il ruolo di spicco svolto da D'Onofrio. In una seconda chat sarebbe emerso che Rosario D'Onofrio si sarebbe vantato di aver picchiato brutalmente un uomo.
Il commento di Gabriele Gravina
Il presidente dalla Figc si è detto incredulo dopo avere appreso la notizia riguardante l'arresto di Rosario D'Onofrio per narcotraffico.
Gravina ha spiegato che dopo aver appreso la notizia ha chiamato immediatamente Trentalange: insieme hanno valutato se avviare azioni legali per danni d'immagine.
In ogni caso, l'Aia si presenterà al processo come parte lesa. Nella tarda serata di domenica 13 novembre, il presidente dell'Associazione Italiana Arbitri aveva formalizzato le dimissioni di D'Onofrio, ma non aveva specificato i motivi.
Chi è Rosario D'Onofrio, ex militare e ora agli arresti
In passato, Rosario D'Onofrio era un militare ma sarebbe stato allontanato per motivi disciplinari.
Nel 2013, è entrato nella disciplinare dell'Aia. D'Onofrio era arrivato a ricoprire il ruolo di capo d'ufficio con il compito di intervenire su eventuali irregolarità che riguardavano il mondo degli arbitri.
In seguito al prestigioso ruolo ottenuto, Roberto D'Onofrio a luglio aveva ricevuto il Premio Concetto Lo Bello.
A ottobre 2022, D'Onofrio venne deferito dalla Figc per non aver aperto un provvedimento discipliare formale e per la "messa in opera di attività inquirenti in assenza dell'instaurazione di un formale procedimento e di qualsivoglia garanzia procedurale e difensiva".