Alle ore 15:30 questo venerdì 15 novembre si sono svolti i funerali di Larimar Annaloro, la quindicenne che era stata trovata morta nel giardino di casa il 5 novembre a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Tutta la popolazione, compresi i compagni di scuola della ragazza, si è riunita per dare l'ultimo saluto alla salma.

La cerimonia ha avuto luogo nella Chiesa Madre di Piazza Armerina, la basilica cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie. Il rito è stato officiato dal vescovo della diocesi Rosario Gisana.

La Procura dei Minori di Caltanissetta al momento sta indagando per istigazione al suicidio, mentre ispeziona il cellulare della ragazza e ha disposto una nuova autopsia.

La storia e le indagini

"Era una ragazza solare. Era arrivata lo scorso anno da Milano ma il suo profitto era ottimo - così la dirigente scolastica del Liceo scientifico di Piazza Armerina, descrive Larimar- La scuola oggi è turbata e incredula. Io stessa quando ieri ho appreso la notizia non riuscivo a crederci. Il nostro istituto è come una famiglia. La ragazza viene descritta dai suoi insegnanti come serena, vivace, bene inserita in classe e con un ottimo profitto"

La ragazza, di origini cubane, si è trasferita con la famiglia nel 2023 a Piazza Armerina, si è integrata benissimo e aveva anche un fidanzato, un coetaneo che abita in un paese vicino. Larimar, nella mattina di martedì, sembra aver avuto un litigio con una compagna durante la ricreazione.

Qualcuno degli altri studenti aveva parlato di video della ragazza che circolavano sui social, e di atti di bullismo.

La versione del litigio è attenuata da un'amica di Larimar, che lo ha raccontato al Corriere della Sera. "Non c’è stato nessun litigio. Io non c’ero ma l’ho chiesto a tutti e tutti mi hanno giurato che non ci sono stati né spintoni né qualcuno che ha alzato le mani. Lei e l’altra ragazza semplicemente parlavano, e nemmeno animatamente". Anche dei video, l'amica di Larimar non sa nulla.

Quando gli studenti sono rientrati in classe, Larimar ha chiesto agli insegnanti di chiamare i genitori, perché non si sentiva molto bene e voleva tornare a casa. La madre è andata a prenderla, e ha poi raccontato che la figlia stava per raccontarle qualcosa, ma poi ha cambiato idea.

Aperto un fascicolo di indagine

La Procura di Enna ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per istigazione al suicidio, per poter disporre il sequestro del cellulare e degli altri dispositivi appartenenti alla ragazza, ma il caso passa alla Procura dei Minori di Caltanissetta.

I magistrati hanno richiesto anche un nuovo sequestro della salma per ulteriori accertamenti, dopo che la Procura di Enna aveva dato il nulla osta e ridato il corpo alla famiglia. L'autopsia, fatta mercoledì 13 novembre, ha dato "spunti interessanti" secondo il medico legale Giuseppe Bulla, ma non sufficienti a confermare o escludere qualsiasi conclusione.