Alle ore 18:48 di questo lunedì 31 marzo, è stata registrata dall'Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) una scossa di terremoto in Emilia-Romagna, tra le province di Parma e Piacenza. Secondo quanto riportato dai dati preliminari diffusi, il lieve sisma avrebbe avuto il suo esatto epicentro nel comune di Salsomaggiore Terme, nel pre Appennino parmense. La scossa avrebbe avuto una magnitudo pari a 3,2 sulla scala Richter. L'ipocentro del Terremoto sarebbe stato individuato a circa 24 chilometri di profondità. L'evento non ha provocato danni a persone o cose.

Scossa in Emilia avvertita in modo lieve dalla popolazione

La scossa in Emilia-Romagna non solo non ha provocato alcun tipo di danno, ma è stata anche avvertita in modo molto lieve dalla popolazione locale, come dimostrano le poche segnalazioni inviate alla pagina "Hai sentito il terremoto?" connessa all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L'intensità massima finora registrata è pari al III grado della scala Mcs (Mercalli-Cancani-Sieberg), rilevata proprio nel comune epicentro del terremoto, Salsomaggiore Terme (PR).

Scossa seguita da una lieve replica alle 19:08

Alle 19:08, 40 minuti esatti dopo la prima scossa, ne è seguita una seconda più lieve, di magnitudo 2,5 sulla scala Richter, con epicentro nel comune di Lugagnano Val d'Arda, in provincia di Piacenza.

L'ipocentro di questa seconda scossa è poco più profondo, localizzato a circa 26 chilometri di profondità, e per questo è stato avvertito da pochissime persone.

Il lieve terremoto in un'area a rischio sismico medio

Come si può notare dalla mappa a corredo dell'articolo, il sisma di magnitudo 3,2 di questa sera è avvenuto in un'area considerata a rischio sismico medio.

Il rischio sismico di un'area viene calcolato attraverso alcuni parametri fondamentali, che sono principalmente la pericolosità sismica, la vulnerabilità e l'esposizione. Mentre la vulnerabilità guarda al patrimonio edilizio esistente e l'esposizione ci dice quante persone potrebbero essere esposte al rischio sismico (e a rischi da questo derivanti, come tsunami, frane, crollo di edifici o di infrastrutture), la pericolosità sismica permette di ripercorrere quella che è la sismicità storica dell'area interessata.

Secondo l'Asmi (Archivio Storico Macrosismico Italiano), sono scorsi gli eventi con epicentro nella medesima area. Una scossa importante risale al 1738, con effetti del VII grado della scala Mcs rilevati a Fidenza (PR) e Piacenza. Mentre, più a sud, tra Emilia-Romagna e Toscana c'è una zona molto più pericolosa. Lungo il versante parmense, in particolare nella Valle del Taro, risaltano i forti terremoti del 1545 e, più recentemente, del 1834, con gravi danni riscontrati anche in Lunigiana.