La Procura di Milano ha richiesto l'archiviazione dell'inchiesta relativa alla cessione del Milan. Un atto che rivela un dettaglio inedito: il fondo americano Elliott, sotto la guida di Gordon Singer, mantiene ancora una partecipazione del 5% nella società rossonera. Questa informazione emerge da una nota inviata da Elliott ai propri clienti in data 31 dicembre 2025, lo scrive il Corriere della Sera.
Motivazioni dell’archiviazione
I magistrati Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri hanno descritto la gestione delle informazioni sugli interessi di Elliott nel Milan come "opaca".
Tuttavia, hanno concluso che non vi fossero gli elementi sufficienti per contestare reati di natura penale. L'esposto era stato presentato dall'avvocato Roberto Zingari, agendo per conto degli ex soci di minoranza di Elliott, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo (Blue Skye) che lamentavano, tra le altre cose, il rilascio di un pegno sulle azioni nel 2022, ritenuto in violazione dello statuto dell'alleanza.
La Procura ha ammesso che il socio di minoranza "sia stato deliberatamente tenuto all’oscuro" delle trattative già in corso da dicembre 2021. Ha inoltre ravvisato un illecito civile nella vicenda del pegno, ma non ha riscontrato quella "introversione del possesso" necessaria per configurare il reato di appropriazione indebita.
Di conseguenza, è stata chiesta l'archiviazione anche per l'ipotesi di ostacolo alla vigilanza della Federcalcio.
Gli inquirenti hanno altresì escluso che Elliott o la famiglia Singer abbiano mantenuto il controllo del Milan attraverso entità che avrebbero finanziato l'acquisto da parte di RedBird. La rogatoria internazionale del 13 maggio 2025, effettuata a New York, non ha fornito riscontri a sostegno di tale ipotesi.
Contesto e implicazioni della cessione
La vendita del Milan a RedBird, guidato da Gerry Cardinale, si è perfezionata il 31 agosto 2022. Successivamente, il fondo acquirente aveva rimborsato un prestito precedentemente ricevuto da Elliott. Fino a questo momento, Elliott aveva costantemente negato di detenere qualsiasi partecipazione nel club, anche nei confronti della Federcalcio. Nonostante ciò, nell'assetto societario del Milan sono rimaste figure legate al fondo, come l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il presidente Paolo Scaroni.