Il 6 luglio 2026, i rider delle piattaforme di consegna hanno organizzato una giornata di agitazione a Milano e Brescia. La protesta ha denunciato le difficili condizioni di lavoro durante le ondate di caldo, con i lavoratori costretti a scegliere tra l'alternativa "morire di caldo o di fame". Le manifestazioni, svoltesi davanti alle sedi di alcune aziende del settore, hanno evidenziato la mancanza di tutele.
Richieste dei rider per la sicurezza
Durante la mobilitazione, i rider hanno chiesto misure di protezione contro le alte temperature: acqua, pause adeguate e una revisione dei compensi.
Le condizioni climatiche estreme, hanno sottolineato, rendono il lavoro rischioso, specie per chi trascorre ore in strada. Le piattaforme, è stato evidenziato, non prevedono tutele specifiche per il caldo, lasciando i lavoratori senza protezione.
Lavoro su piattaforma e garanzie
Numerosi lavoratori hanno protestato davanti alle sedi aziendali, chiedendo revisione salari e garanzie contrattuali. Il lavoro su piattaforma per i rider è spesso privo di protezioni. Le aziende del delivery non hanno introdotto protocolli specifici contro le ondate di calore, lasciando ai lavoratori la scelta tra operare in condizioni proibitive o la rinuncia al reddito.
Lavoro digitale e appello sindacale
Il lavoro tramite piattaforma digitale è in crescita in Italia, coinvolgendo sempre più persone, specie nelle grandi città.
I rider, inquadrati come lavoratori autonomi, non hanno contratti con tutele specifiche contro i rischi climatici. Questa situazione ha spinto le organizzazioni sindacali a richiedere normative che garantiscano sicurezza e diritti ai lavoratori della gig economy, un settore che necessita di regolamentazioni eque e dignitose.