Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, Cristina Barillari, ha disposto l'archiviazione del procedimento penale che vedeva coinvolti tutti gli indagati nel cosiddetto Caso Rear. Tra le figure di spicco interessate da questa decisione figurano il parlamentare del Partito Democratico Mauro Laus, la presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e l'assessore ai Grandi eventi del Comune di Torino, Domenico Carretta.

L'inchiesta aveva inizialmente ipotizzato i reati di malversazione e infedeltà patrimoniale, con l'accusa che gli indagati avessero distratto fondi dalla cooperativa Rear per finalità politiche.

Il Gip ha accolto integralmente la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Alessandro Aghemo. I legali degli ex indagati, gli avvocati Maurizio Riverditi e Lucilla Amerio, hanno espresso la loro soddisfazione: «Siamo profondamente soddisfatti per l’esito di questo procedimento, che pone definitivamente la parola fine ai dubbi che erano stati sollevati sulla correttezza dell’operato dei nostri assistiti».

Dettagli dell’inchiesta e archiviazione

L'indagine, coordinata dalla Guardia di Finanza e avviata nel 2023 su impulso della Procura di Torino, si era focalizzata sulla gestione dei pagamenti pubblici percepiti dalla cooperativa Rear tra il 2020 e il 2021. In quel periodo, Mauro Laus ricopriva un ruolo di rilievo all'interno della cooperativa.

La stessa Rear era stata sottoposta a commissariamento per quattro mesi da parte del Ministero dell'Impresa e del Made in Italy. A seguito di tale misura, la maggior parte dei precedenti vertici, tra cui il presidente Antonio Munafò, erano stati riconfermati alla guida dell'ente.

Nell'estate del 2025, erano state formalizzate le ipotesi di reato per un totale di otto indagati, a vario titolo, per malversazione di fondi pubblici e infedeltà patrimoniale. Lo scorso maggio, la richiesta di archiviazione era stata estesa non solo a Laus, Carretta e Grippo, ma anche alla moglie e ai due figli di Laus, alla cognata e ad Antonio Munafò, che ricopre la carica di presidente della cooperativa.

La cooperativa Rear

La cooperativa Rear, con sede nel capoluogo piemontese di Torino, è attiva nel settore dei servizi rivolti sia alle imprese private che agli enti pubblici. Nel periodo sotto esame dall'indagine, la cooperativa aveva gestito numerosi appalti e fornito servizi a diverse amministrazioni pubbliche locali. Il commissariamento, imposto dal Ministero dell'Impresa e del Made in Italy, è stato concepito come una misura temporanea di controllo sull'operato della struttura, al cui termine i principali vertici amministrativi sono stati riconfermati, a testimonianza di una continuità gestionale.