A Lamezia Terme sono iniziate le operazioni di sgombero e abbattimento delle strutture del campo nomadi di Scordovillo. L'intervento, avviato il 13 luglio 2026, segna un passo decisivo verso la risoluzione di una delle più complesse criticità ambientali del territorio calabrese. Il generale Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per le Bonifiche, ha sottolineato che con l'avvio di queste operazioni si compie un progresso fondamentale per la messa in sicurezza dell'area.
Vadalà ha evidenziato come l'intervento ponga fine a una situazione di degrado ambientale che ha compromesso l'equilibrio ecologico e la salubrità dell'area, con una particolare attenzione alla tutela della salute pubblica, data la prossimità all'ospedale cittadino.
L'Ufficio del Commissario ha fornito il supporto tecnico-amministrativo essenziale per un rigoroso percorso di bonifica, assicurando che, dopo lo sgombero e la demolizione, l'area sarà sottoposta a tutti gli interventi di risanamento necessari, inclusa la rimozione di rifiuti e sostanze pericolose come l'amianto.
Sinergia istituzionale per la bonifica
Il generale Vadalà ha rimarcato l'importanza della sinergia istituzionale che ha reso possibile l'intervento. Ha espresso gratitudine alla Prefettura di Catanzaro per il coordinamento, al Governo e al Ministero dell'Interno per l'impulso decisivo, alla Regione Calabria e al Comune per la collaborazione, e a tutte le forze dell'ordine e gli enti operanti sul campo.
Vadalà ha sottolineato che l'azione congiunta ha permesso di coniugare legalità, tutela ambientale e inclusione sociale, dimostrando che il risultato è frutto di una collaborazione estesa e proficua.
Il sottosegretario all'Interno Wanda Ferro ha descritto l'avvio delle operazioni come un intervento senza precedenti, che include lo sgombero e la ricollocazione delle famiglie rom negli alloggi Aterp, le verifiche ambientali per prevenire i rischi legati all'amianto e la successiva demolizione delle unità abitative, con il presidio delle Forze dell'ordine per impedire nuove occupazioni abusive. Ferro ha evidenziato il ruolo cruciale della Prefettura, del Ministero dell'Interno, della Regione Calabria e della Comunità Progetto Sud di don Giacomo Panizza, definendo l'operazione come il risultato di un lavoro corale tra istituzioni e territorio.
Obiettivi e fasi future
L'intervento non si limita allo sgombero e all'abbattimento, ma include una completa bonifica ambientale dell'area, con la rimozione di rifiuti e materiali pericolosi. La presenza di amianto e la vicinanza all'ospedale cittadino sono state tra le criticità ambientali più urgenti da affrontare. Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura di Catanzaro, con il coinvolgimento di Questura, Forze dell'ordine, Aterp e numerosi enti locali e regionali. L'obiettivo primario è restituire il territorio alla comunità e ripristinare il decoro di un'area a lungo considerata una vera e propria 'bomba ecologica'.
Il percorso intrapreso mira altresì a garantire l'inclusione sociale delle famiglie coinvolte, tramite la loro ricollocazione in nuove abitazioni e il supporto delle istituzioni locali.
Le attività di bonifica proseguiranno con ulteriori verifiche ambientali e interventi di risanamento, seguendo un cronoprogramma dettagliato stabilito in sede di comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica. Le operazioni sono costantemente presidiate dalle Forze dell'ordine per assicurare la sicurezza e prevenire nuove occupazioni abusive dell'area.