Ad Agrigento, nel rione di Maddalusa, la fornitura d'acqua sarà garantita esclusivamente a cinque categorie di soggetti fragili. Lo ha annunciato Salvo Cocina, dirigente della Protezione civile regionale, al termine di un vertice in Prefettura il 15 luglio 2026. La decisione giunge dopo due mesi di disagi per circa duemila residenti senza approvvigionamento idrico, prima garantito da autobotti. Le abitazioni, edificate sessant'anni fa in un'area “A” del Parco archeologico della Valle dei Templi, sono considerate abusive e non sanabili, trovandosi in una zona a vincolo di inedificabilità assoluta.

Le cinque categorie individuate dall’Asp e dal tavolo tecnico sono: ultrasettantacinquenni, bambini da zero a cinque anni, persone allettate, invalidi al cento per cento e invalidi con accompagnamento. Questi soggetti potranno ricevere l’acqua tramite autobotti del Comune, di Aica o dei volontari della Protezione civile, previa richiesta e autodichiarazione. Il provvedimento, transitorio, avrà validità per circa tre mesi, fino al termine della stagione estiva. Cocina ha precisato: “Misura transitoria, fino a soluzioni definitive e nel rispetto della legge”. Per chi non rientra in tali categorie, l’acqua non sarà fornita, data la natura abusiva degli immobili.

Organizzazione degli interventi e ruolo delle istituzioni

Il sindaco istituirà un Centro Operativo Comunale (COC), supportato dalla Protezione civile comunale, dall’assistenza sociale del Comune e dall’Asp per gli aspetti sanitari. Un dirigente della Protezione civile regionale valuterà le richieste. Durante il vertice in Prefettura, cui ha partecipato anche l’assessore regionale Francesco Colianni, confermata la tutela delle cinque categorie fragili. Per i restanti residenti in immobili abusivi e non sanabili, la soluzione dovrà essere individuata in sede politica.

Legalità e posizione di Legambiente

L’area di Maddalusa, con vincolo di inedificabilità assoluta del Parco della Valle dei Templi, preclude l’allaccio ai servizi di rete (acqua, luce, gas, telecomunicazioni) per le costruzioni abusive.

Legambiente, tramite il presidente del circolo locale Daniele Gucciardo, ha ribadito: “Le norme non si aggirano né si piegano alle convenienze: vanno applicate con rigore”. L’associazione riconosce la necessità di garantire il minimo indispensabile di acqua ai residenti, ma esclusivamente per il tempo necessario a trovare una soluzione abitativa regolare, senza che ciò si trasformi in una sanatoria mascherata. Ogni caso, secondo Legambiente, va valutato singolarmente, adottando provvedimenti conformi a legge e dignità.