La famiglia di Alessandro Marchì, capo reparto dei Vigili del fuoco di 59 anni, ha nominato l'avvocato Sergio Iacona per seguire gli sviluppi del suo decesso. Marchì è morto il 22 luglio mentre spegneva un incendio in contrada Mimiani, nelle campagne di San Cataldo.

I familiari, pur non attribuendo responsabilità, chiedono chiarezza sulle circostanze della morte e sul rispetto dei protocolli di soccorso. La salma è all'obitorio dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta. La Procura valuta l'autopsia e ulteriori accertamenti per fare piena luce sul decesso.

Le richieste del sindacato

La Segreteria Provinciale UIL Funzioni Pubbliche di Caltanissetta ha espresso cordoglio alla famiglia Marchì e vicinanza ai Vigili del fuoco. Il sindacato ha sollecitato un'inchiesta amministrativa e ispettiva sulle condizioni operative del personale, da settimane impegnato nell'emergenza incendi in Sicilia e provincia con organici ridotti e carichi di lavoro gravosi.

La UIL Fpl Vigili del Fuoco di Caltanissetta chiede verifiche urgenti su tempi di riposo, disponibilità di uomini e mezzi, e prevenzione del sovraccarico psicofisico. Ha segnalato che, lo stesso giorno del decesso di Marchì, un altro vigile del fuoco è stato ricoverato per inalazione di fumi, evidenziando i rischi a cui è esposto il personale.

L'indagine e la sicurezza sul lavoro

La salma di Alessandro Marchì resta all'obitorio dell'ospedale Sant'Elia, in attesa delle decisioni della Procura su autopsia e accertamenti. I familiari chiedono chiarezza sulle cause della morte e sulle modalità dell'intervento.

Il tragico evento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza sul lavoro e sull'organizzazione dei Vigili del fuoco. Sindacati e istituzioni locali ribadiscono l'urgenza di rafforzare organico e risorse per garantire salute e sicurezza degli operatori, che quotidianamente rischiano la vita nei soccorsi, specialmente in contesti di emergenza sempre più complessi.